Decine di persone entrano in tutta fretta in un enorme e spettacolare complesso nel cuore del Barrio di Palermo. Le facce sono allegre e con tratti che raccontano origini lontane e diverse tra loro. E’ Venerdì sera, sono tutti vestiti a festa ma non siamo all’entrata del solito club alla moda di Palermo Hollywood. Quelle persone, rigorosamente divise per sesso, stanno entrando alla moschea della città di Buenos Aires…la più grande di tutta l’America Latina!!
Il Centro Cultural Islámico Rey Fahd (questo il nome ufficiale della moschea) viene inaugurato nel 2000 ed intitolato al capostipite della dinastia che guida l’Arabia Saudita da 60 anni. Si estende su una superficie di tre ettari ed oltre a essere luogo di preghiera comprende un auditorium, un teatro, due scuole, sale conferenze e una biblioteca. Molte sono le attività culturali che si svolgono settimanalmente nel centro culturale, facendone così uno dei punti di riferimento culturali della capitale, non solo per il mondo islamico.
L’enorme complesso, dalla splendida architettura mediorientale, sorge in una delle zone più esclusive della città. Il progetto di una moschea a Buenos Aires nasce negli anni ’90, in piena era Menem. Le “malelingue” raccontano che la concessione del terreno, ad un prezzo irrisorio considerata la zona, viene approvata sotto la spinta di Menem (famiglia di origine siriana) che cercava finanziatori e appoggi pesanti per continuare con la sua avventura politica da ex-presidente. Nonostante le polemiche, la monumentale opera viene completata nel 1998 regalando alla città un una vera gemma architettonica.
La settimana scorsa è iniziato il periodo del Ramadán ed il brulicare dei fedeli che riempiono i portici del centro islamico si è fatto più intenso. L’immigrazione arabo-mussulmana ha un inizio datato 1875 e il flusso migratorio sta riprendendo forza. Questo affascinante luogo di culto e cultura, per quanto appaia alieno all’architettura e alla movida porteña , ha il merito di essere il centro di gravità della comunità islamica e quindi fondamentale elemento d’integrazione. La comunità islamica sta crescendo all’interno del tessuto sociale della città. Se il sole campeggia orgoglioso al centro della bandiera albiceleste, forse la medialuna avrà presto un nuovo significato nella vita argentina.










Argentina residente in provincia di Bergamo….Vorrei che anche qui esistesse la capacità di accogliere le diversità, quelle diversità che fanno parte della mia cultura e che in terra leghista sembra un’utopia….
Un abrazo desde los pre-Alpes.
Hai ragione Vane..Io vivo in provincia di Pisa..e credimi, a volte anche le mie amiche mi fanno un pò schifo..e tutto questo solo perchè se andiamo a firenze e un marocchino le sfiora devono urlare “uuh che schifo” mettendolo in imbarazzo o perchè rimangono male se ho degli amici di colore..ma cavolo, cosa c’hanno contro questa gente? sono persone come noi!!
@Vane…Io sono Bergamasco che vive a BsAs.
La questione è che Bergamo ha da sempre una tradizione legata all’isolamento(le valli ne sono l’esempio perfetto) e spesso ci si sente lontani dalle culture che ci sono geograficamente vicine, immaginati quelle cosi lontane. Purtroppo la lega approfitta di questo imprinting al solo scopo politico.
Sono sicuro che nella mia città NON la pensano tutti come la lega e gli spazi di apertura (seppur sempre troppo pochi) ci sono.
Ovviamente BsAs è tutta un’altra storia!!
>>La questione è che Bergamo ha da sempre una tradizione legata all’isolamento(le valli ne sono l’esempio perfetto)
come disse il vigile di piazza duomo: “ma da dove venite voi? dalla val brembana??” :D
Fritz…che perfetto riferimento!!