Salta è una cittadina di circa 600 mila abitanti situata nel nord ovest dell’Argentina, a poco più di 400 chilometri dal confine con la Bolivia. Gli argentini la chiamano “la linda”, per la sue innegabili bellezze, soprattutto naturali. Una città in forte crescita, principalmente per due motivi: la prima è il turismo, che genera crescita economica, mentre la seconda è demografica, ed è data dal movimento di tante famiglie povere che dalle campagne si spostano ai margini della città in cerca di un’esistenza migliore. Ora che vi siete figurati i poveri, la città e il turismo, sappiate che la più grande comunità di italiani della città è quella friulana, e che alcuni anni fa il loro amore per la terra d’origine è stato premiato da un gemellaggio col comune di Monfalcone, con tanto di visita del sindaco dall’Italia. Adesso immaginatevi che dalla regione Friuli venga approvato e finanziato un progetto di cooperazione internazionale proprio per la città di Salta. Pochi soldi, ma tanta buona volontà.
Questo progetto si è materializzato con il nome di De.Lo., che sta per Desarrollo Local. Io ho saputo della sua esistenza perché un giorno di alcuni mesi fa Mauro, coordinatore del progetto ma soprattutto caro amico, mi ha chiamato per chiedermi una mano proprio con questo progetto. Visto che i soldi arrivano dall’Italia c’è da fare qualche traduzione, presentazioni e cose del genere mi disse Mauro, e io risposi che avrei dato una mano volentieri. Il Delo si è sviluppato in direzione di quei poveri di cui parlavamo all’inizio. Come mi ha spiegato Pablo, antropologo e membro del team di lavoro, quella gente, che poi sono soprattutto famiglie, si installa alla periferia della città occupando abusivamente pezzetti di terra libera e vivendo, sostanzialmente, di poco e niente. Vi starete chiedendo come Mauro, Pablo e gli altri abbiamo usato i soldi (che ribadisco erano davvero pochi) per migliorare questa situazione. Bene, hanno pensato di dare a questa gente due tipi di corsi gratuiti. Uno di microimpresa e l’altro di certificazione di qualità; in questo modo qualsiasi cosa producano queste persone nei loro pezzetti di terra occupata, potranno almeno cercare di trasformarlo in un piccolo business che gli consenta di sopravvivere senza rubare o peggio. L’abnegazione e l’impegno di Mauro e gli altri, la gioia delle famiglie cui veniva proposto di partecipare alle selezioni per i corsi gratuiti. So che si tratta solo di un passo piccolissimo, però questo è ciò che mi è rimasto più impresso di Salta, assieme a un po’ più di speranza nel prossimo, in un mondo migliore e, però senza esagerare, anche nell’Italia.









Bellissima e intelligente iniziativa. Auguri Pez !
passo dopo passo!
mi hai fatto molto ricordare ‘un lugar en el mundo’, film argentino visto qualche settimana fa e che ti consiglio vivamente
uhhhhhhh! un lugar en el mundo! que peliculòn!
orgoglio bisiaco! vedi tu Monfalcone…. ;-)
Che bella cosa!! Già giro l’informazione a una amica salteña che vive a Roma, le farà piacere questa cosa :)