Vive la différence!

Come si vede dal tabellone elettronico (vernice spray, uno stencil e un palo della luce), il più bel quartiere di Córdoba sud  – il nostro – gode del privilegio di una nuova linea di trasporto pubblico. Una linea diferencial, che si aggiunge a quella normale che abbiamo da sempre.

Diferencial significa autobus migliori, nuovi, comodi, condizionati, e con la sicurezza di viaggiare sempre seduti (ci sono pure le cinture su ogni sedile!). Ovviamente nessuno regala niente, e il prezzo del biglietto è il doppio di quello normale, in questo momento 4 pesos contro 2. Questi autobus sono eccezionali, passano a frequenze svizzere, gli autisti sono meno stressati degli altri colleghi e rispettano addirittura le precedenze. Per andare in centro – se non devi comprare un sacco di urea – sono una svolta. E sono una svolta anche per l’immagine del combattivo presidente del nostro comitato di quartiere.

E allora qual è il problema? Be’, il problema è che viaggiano vuoti. Convenientissimi come alternativa al taxi o all’auto privata, ma troppo cari per chi usa l’autobus tutti i giorni per andare a scuola o al lavoro – e non c’è l’abbonamento scolastico; sono un raddoppio di lusso della linea comune. Vanno benissimo perché gli occasionali come me lascino la macchina in garage, ma si vede che di occasionali non ce ne sono poi molti. Qualche studente universitario, qualche signora del lato elegante del barrio, e poco altro. Particolare inquietante, dalle nostre parti non possiamo lamentarci troppo, ma altrove in città ci sono linee del trasporto normale che lasciano parecchio a desiderare.

Allora uno si mette a pensare: ma questi qua, i conti, li avranno fatti? A posteriori sì, tanto che il sistema dei differenziali ha già subito qualche riarrangiamento rispetto all’inizio, ma prima? La teoria cospirativa di Fritz dice che il trasporto diferencial è una campagna subliminale rivolta al subcosciente cordobese. Un ricordo di quando, a metà degli anni ’90, l’ultima età dell’oro comunale, i minibus diferenciales della Konfort erano la punta di diamante del sistema pubblico – che magari andava così così, ma che rispetto al disastro successivo è rimasto nella mitologia cittadina. Quindi costi quel che costi, rimettiamo i differenziali.

E lo slogan costi-quel-che-costi non è solo cittadino. Giusto questa settimana  in quel di Buenos Aires l’opposizione ha strapazzato il governo nazionale alla camera, facendo passare un progetto di legge sull’82% mobile, cioè una indicizzazione automatica delle pensioni al salario minimo stabilito per legge. Una mega scala mobile per i pensionati, su cui in principio nessuno che non si nutra di sangue umano potrebbe dissentire; se non fosse per il particolare che non si sa bene dove sarebbe la copertura finanziaria, a meno  di una rivoluzione fiscale che non è dietro l’angolo. I maligni dicono che sarebbe una mossa eminentemente propagandistica, che anche se dovesse essere confermata al senato verrebbe vetata dalla presidenza, e servirebbe quindi solamente a sorpassare a sinistra il governo affamatore degli anziani. E mi sa che questa volta a pensar male si indovina, come dicono che dicesse qualcuno che un po’ di politica, nel tempo libero, l’ha fatta.

Fritz

Marco Biagetti è andato ad abitare a Córdoba nel 1998, sotto l'influsso malefico di una moglie. Adesso ha in più una figlia tween, una cagnolina casinara e quindici chili di panza. Fa una piccolissima produzione di patate, e somatizza le gioie dell'agricoltura a livello gastrico. Uomo di mondo, è nato a Roma ma ha fatto dieci anni di studio e lavoro a Viterbo

Commenti

  1. Andru dice:

    notoriamente mi nutro di sangue umano ma … no, non sono d’accordo nemmeno in linea di principio con l’aumento dell’82%.
    il paragone che hai fatto con la scala mobile mi pare piuttosto azzeccato, se qualcosa abbiamo imparato sia a destra che a sinistra, e’ che la corsa all’aumento indiscriminato di salario porta a vampate inflazionistiche come quella che stiamo subendo tutti in Argentina. e l’inflazione e’ la tassa sui poveri, sugli indifesi e sui vecchi.
    concordo che la mossa sia stupidamente propagandistica, che i veri problemi degli anziani in argentina non siano solo legati al salario nominale ma anche e soprattutto alla mancanza di un’adeguata protezione sanitaria a meno di costi folli

    situazione complicata … quasi merita un post tutto suo :)

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