Ormai è da qualche anno che ci facciamo questa domanda: ma esiste davvero una nuova ondata migratoria italiana in argentina? o é solo una nostra sensazione e crediamo che stiano arrivando migliaia di paisá solo perché i nostri amici sono italiani? Mi fanno spesso questa domanda gli argentini (“Che, estan veniendo muchos tanos, no?”) e di riflesso me la faccio anch’io. Ma finalmente abbiamo qualche numero. Sabato La Nación ha pubblicato un articolo sull’immigrazione in argentina nell’ultimo anno. In base ai dati della Dirección Nacional de Migraciones sono 200.000 le persone che hanno regolarizzato la propria situazione migratoria. Ovviamente la stragrande maggioranza di migranti sono Peruanos, Bolivianos e Paraguayos, ma ci sono anche 7000 statunitensi e un numero non precisato (ma presumo importante) di spagnoli e italiani. Una cifra piú precisa, ma relativa solo alle residenze permanenti, l’ho trovata nel bollettino di Migraciones, (in PDF):
En consonancia con las políticas oficiales, en el período 2004- 2009 las estadísticas de radicaciones resueltas, sólo tomando las permanentes, muestran cuál es el cuadro inmigratorio reciente: 92.457 correspondieron a ciudadanos de Bolivia, seguida por Paraguay (85.053) y Perú (48.686). La inmigración asiática quedó reflejada por China (4° puesto, con 11.891 radicaciones). Y entre los pro venientes de países centrales: EE.UU. (3.355, 8°), España (2.054, 12°) e Italia (1.235, 14°).
Sembrebbe che non siamo tantissimi, ma evidentemente facciamo rumore.
E proprio in questi giorni, in cui scopriamo che la Spagna di Zapatero espelle ogni anno 30.000 migranti sin papeles, rincuora leggere questa frase dell’articolo de La Nación:
Fuentes de la Dirección Nacional de Migraciones explican que en el país no existe la figura del inmigrante ilegal, sino del extranjero con una situación migratoria irregular. Desde 2004 se crearon programas que regularizaron a más de un millón de inmigrantes.
Hai capito? non esiste l’immigrante illegale, esistono solo persone che non hanno ancora regolarizzato la propria situazione. Mica male, no? E non vi venga in mente la stessa botta di cinismo che mi propinava questa mattina un collega argentino: “E va beh, ma qui lasciamo entrare tutti perché qui siamo nel terzo mondo”. Qualcosa di vero c’è, ma mi piace pensare che sia un paese grande, con posto per tutti.
E giá che parliamo di migranti e di documenti, breve aggiornamento sul post “Fare il DNI Argentino in due mosse“. Dopo la visita a Migraciones che vi raccontai un mese e mezzo fa, settimana scorsa ho ricevuto a casa il DNI argentino. Liscio come l’olio, svizzero.










Caro Tanoka… al di la del commento del tuo collega argentino… che crede che il primo mondo sia primo mondo perché é xenofobo, dove tutto é regolarizzato secondo questo tipo di discorso, ecc… Credo invece che questa sia una delle cose che fa abbastanza civile il mio paese… cioé la discriminazione esiste e di ogni tipo ma non c’é una legge che penalizzi la libertá delle persone di vivere dove vogliono… Credo che in genere le persone abbiamo paura del diverso, soprattutto se ha la pelle scura ed é povero… ma almeno qui non c’é un discorso ufficiale confermato da una legge che rafforzi i luoghi comuni. Differenza importante… Complimenti per il tuo DNI!
què pais generoso che! :)
Ovvia, un estranjero con situacion migratoia irregular. Ora sì che posso esibire la mia condizione. Ad ogni modo per il momento mi adatto alle varianti che tano, che flaco, che maestro, qualche volta che boludo.
Ad ogni modo già vedo incombere le due varianti: fuga a colonia, coda a retiro.
Proprio ieri me ne sono tornato da Valencia perchè è terminato il mio contratto di lavoro, non è un bel periodo e ci sono troppi stranieri senza lavoro e molti di più sono gli spagnoli che sono in fila per un lavoro o semplice un sussidio statale. non credo che zapeatero sia xenofobo. salve
Un po’ tardi ma leggo questo post e non posso fare altro che i complimenti. Bellissimo. L’Argentina è così.. prendere o lasciare.. l’importante è che la meta si raggiunge no? prima o poi..
L´Argentina è veramente un paese grande, ma dobbiamo svegliare e cominciare a lavorare piú forte per diventare una società più giusta. Non ci sono troppi luoghi nel mondo dove si possono incontrare la diversità di etnie come qui. Sono fiero di questo.
Baci!