Turismo in Argentina, l’arte di lasciarsi stupire

La provincia di Buenos Aires. 300.000 chilometri quadrati, la stessa superficie dell’Italia. E così poco da vedere, così poco da visitare. Questa è l’impressione che si fa lo straniero che vive qualche mese o qualche anno a Buenos Aires. Ti convincono dell’idea che lá fuori è tutta campagna, è tutta pampa, è tutto piatto, una noia. Sì, qualche fiumiciattolo se vai verso nord, qualche collina se vai verso sud, il mare freddo e grigio se vai verso est. Ma sempre e comunque la stessa idea: una noia. Poi l’europeo si lascia convincere in fretta, abituato com’è a fare trecento chilometri in macchina e a ritrovarsi in un altro Paese. Magari all’inizio prova a ribellarsi, fa le sue visite di dovere a San Antonio de Areco, al Tigre, a San Pedro, a Tandil, ma poi si arrende, si lascia convincere dai porteños che lá fuori c’è solo pampa verde e piatta, che non c’è nulla da vedere, se vuoi andare in vacanza vai a Salta o in Patagonia o ancora meglio in Uruguay o in Brasile.

Noi da queste pagine continuiamo invece a portare avanti la lotta contro questo conformismo. Continuiamo ad incitarvi a tenere sveglia la curiositá, la voglia di conoscere, di viaggiare, di toccare con mano le cose che non avete visto. E vi diamo il piú scontato dei consigli: informatevi. Cercate i siti delle agenzie di turismo delle localitá che volete visitare, investigate, chiedete ad amici e sono sicuro che troverete qualcosa che vi accenda la curiositá. Qualche mese fa avevamo postato le foto delle opere architettoniche di Francisco Salamone, ad Azul, ricordate? un itinerario culturale affascinante, tagliando la provincia da nord a sud.  Oggi pubblico qualche foto del Tunel Verde di Santa Lucía, vicino a San Pedro. L’ho scoperto grazie al sito della Municipalidad di San Pedro e alla prima occasione mi sono perso nella campagna sanpedrina per trovarlo. Devi lasciare la macchina e camminare un chilometro sulla strada ferrata, ma ne vale la pena. Non c’è molto da descrivere aldilá delle foto: un tunnel naturale che il treno ha formato tra gli arbusti. Niente di speciale? tutto qui? Se non andate al ghiacciaio Perito Moreno o alle cascate di Iguazu il turismo in Argentina è soprattutto questo: piccoli, piccolissimi tesori per gente che ha ancora voglia di stupirsi.

Tanoka

Al secolo Andrea Tognin. Piemontese, comunicatore, juventino. Impantanato a Buenos Aires dal 2007.

Commenti

  1. grazie Tanaka per questo bellissimo sito che frequenterò spesso

  2. Gran bel post! Bello far conoscere anche le provincie di solito snobbate dal turismo, se no si diventa tutti dei pecoroni che vanno negli stessi posti dienticando il resto.
    A me della provincia mi era piaciuto molto Navarro, con un vecchio almacen trasformato in ristorante e una ricostruzione di un fortino della frontiera. A Patricios con l’animazione del teatro comunitario locale sei mai stato?

  3. “……….sotto un cielo azzurro e limpido come il cuore d’un bambino, l’autobus correva sull’interminabile nastro d’asfalto che si perdeva lontano,come una freccia scagliata all’orizzonte .
    A lunghi intervalli s’incrociavano binari e passaggi a livello che sembravano aspettare in una dimensione senza tempo, treni fantasma che non passano mai .
    Stupito, fissavo l’immane vastità del paesaggio per me nuovo e inconsueto, ipnotizzato da quel nulla assurdo che al di là del finestrino si estendeva a perdita d’occhio….”(da :”Margarita’s family house”)

    Sì Tanoka,per capire l’Argentina, bisogna riuscire ad amare anche quel “nulla” che tu volonterosamente ti sforzi a far conoscere…

  4. “sotto un cielo azzurro e limpido come il cuore d’un bambino”, è proprio vero, la cosa che stupisce di più è il cielo argentino, mai visto così bello, mi ricorda un viaggio in pullman da Buenos Aires a Mar del Plata.

  5. valeria soledad dice:

    che belle foto! A me invece dell’argentina ha incantato proprio il fatto di questo infinito verde che si abbraccia al cielo quasi sempre limpido… Un sogno! Vi giuro che spesso mi sono venuti i brividi durante i viaggi in macchina.

Lascia un commento

*