Cortázar e il chimichurri

Mi mancano quelle cene a base di empanadas a dozenas a discutere di letteratura argentina su un tetto di una casa di Buenos Aires, col sole che ti fa a pezzi mentre l’asado non è mai pronto e la parrilla continua a farti sudare. Tanadas, cose da tanos, le chiamavamo, perché la foga con cui ognuno difendeva il proprio scrittore preferito indispettiva i vicini di buone maniere, che scuotevano la testa dicendo: “questi italiani…”. Letteratura tra fideos e chinchulines.

Gli italiani in genere conoscono Borges e Soriano, ma non vanno troppo oltre. Di solito cascano dalle nuvole quando scoprono che c’è anche chi preferisce Cortázar o Rodolfo Walsh a Borges. Ma i Saccomanno, i Piglia? Chiederebbero ansiosi i miei amici argentini. Beh, questi sono arrivati in Italia forse solo sull’onda della fiera del libro di Francoforte e dei generosi fondi del Premio Sur.

Già, il Sur,  eccolo qui, rovesciato, mitizzato e sconosciuto a tanti italiani. Quanti lettori italiani frequentano e conoscono la letteratura argentina? Di solito toccava arrangiarsi con i grandi nomi e con sostanziose importazioni in castigliano. Quel nocciolo duro di lettori troverà una bella ricompensa in libreria. Un attimo di pazienza e sveliamo l’arcano. Prima un’altra domanda retorica destinata ai lettori di questo blog: quanti tanos, in fuga da un’Italia sempre più noiosa, vorrebbero leggersi i propri scrittori argentini preferiti nella lingua del Dante “Aliyeri”? A tutti questi ultimi, che continuano a sfogliare le pagine rosa della gazzetta dello sport nel bar Le Caravelle di calle Florida e che si comprano Il corriere della sera nell’edizione sottile della Nación, pur non condividendo le idee dell’uno e dell’altro giornale e solo al fine di rimanere in contatto con la stantia realtà italiana, noi diciamo che finalmente adesso è possibile. Ha lanciato le sue pubblicazioni una nuova casa editrice italiana, nata da una costola di Minimum fax, che pubblicherá tre autori argentini che sicuramente non potete non conoscere e che adesso potrete leggere anche in italiano: non a caso, si chiama Edizioni Sur. I primi tre libri saranno in libreria ad autunno e troveremo Ernesto Sabato, César Aira e Rodolfo Fogwill. Non pubblicherà solo argentini (l’idea è quella di promuovere la letteratura dell’America del sud) ma è chiara l’importanza che l’Argentina occupa nei responsabili del piano editoriale. Che hanno anche lanciato un bel blog curato dal traduttore Raul Schenardi – noto per aver tradotto tanti autori latinoamericani e per aver intervistato Roberto Bolaño (e va bé, non è argentino, ma non è colpa sua) – che potrebbe anche diventare un portale d’accesso alla letteratura argentina in Italia.

Dale, tanos! Considerate che più la letteratura argentina sarà conosciuta in Italia, più le occasioni di dibattito diventeranno rumorose e dai patios e dalle terrazze  potrete discutere  con più alacrità di Piglia e Sabato, di Bayer e Bonasso, di Borges e Dal Masetto, della Ocampo e di Argemí. Mentre preparate il chimichurri e per  la gioia dei vostri vicini boludos.

 

Alberto Prunetti

Maremmano di origine, oscillante tra la diaspora e il ritorno in Italia, Alberto Prunetti (1973) è stato avvistato a Siena, Bristol, Buenos Aires, Parigi, Bombay e Bangalore, luoghi dove si è guadagnato il pane con le mani, la penna, il dizionario, la macchina fotografica e i manuali per l'insegnamento dell'italiano. Il suo ultimo libro è “Il fioraio di Perón”, una storia di emigrazione italiana in Argentina. Da Baires manca da qualche anno, pero un dia volverá.

Commenti

  1. Ba se s’imbandisce la tavolata a asado e discorsi io di certo non mi faccio indietro. Anzi. C’ho qui in caldo un paio di racconti di Leo Masliah che mi piacerebbe impastare con del buon vino mendocino e discorsi paesani. Poi l’altro giorno ho ceduto alle lusinghe di Ñ e mi son comprato la raccolta di racconti di Alberto Leisaca. Vivo a pane e surrealtà. E poi mi piacciono questi scrittori argentini, anche quando non sono così puramente scrittori, c’hai presente no Best Seller di Fontanarrosa!. E comunque tutto ebbe inizio quando accettai il consiglio di una amica di leggere Crónica del Angel Gris. Via vado a comprare le braci, a quanto sta la tira?

  2. Attilio dice:

    Anch’io di letteratura moderna argentina ne so ben poco. Scendendo qualche gradino,ho scoperto il sito “castelar digital” dove alla voce “anecdotas” ho letto con piacere una serie di racconti firmati Dante Pena.
    Forse uno dei tanti sconosciuti che sanno tenere la penna in mano e se lo volessero ,col loro linguaggio immediato,potrebbero diventare dei validi scrittori .

  3. Splendida notizia, finalmente di nuovo una casa editrice a lavoro su qualcosa che ci manca! La terrò d’occhio.

  4. francesco dice:

    a proposito di letteratura, qualcuno sa dirmi di buone e, magari, recenti traduzioni in castellano di Pasolini? In particolare, sto cercando gli “Scritti corsari”
    Poi, fra i nomi citati aggiungo quello di Roberto Arlt di cui sono state tradotte poche cose in italiano.

  5. Gentile Alberto,
    chiedo scusa se ti scrivo tramite questo mezzo, ma non saprei come fare altrimenti. Ho letto il tuo libro, “il fioraio di Peron” e, consiglita dalle tue pagine, sto leggendo “quinteto de buenos aires”….bene, mi chiedevo se tu fossi disponibile per fare due chiacchiere sul tuo libro e sulla tua esperienza argentina qui, nella nostra città, Alba provincia di Cuneo. Faccio parte di un’associazione che ruota intorno ad una cooperativa libraria che organizza serate più o meno formali con scrittori per la presentazione di libri o anche solo per due parole di scambio e condivisone.

    Tu pensaci…se vuoi particolari in più scrivimi…chiarlaf@libero.it
    grazie del tuo tempo e delle notizie editoriali

    Keca

Lascia un commento

*