
foto: direttanews.it
Da una marca con quel cognome da melodramma anni 50 non ci si poteva aspettare di meno. L’ultima pubblicità televisiva della pasta Matarazzo è un inno all’italianità. Una famiglia argentina sparsa per il mondo decide di riunirsi a metà strada, in Marocco. Partono con la pasta in valigia come Alberto Sordi e tutti noi figli suoi, discutono col tassinaro, padroneggiano la lingua come Totò e Peppino e finalmente si riuniscono a tavola, davanti agli spaghetti al pomodoro. Una strabiliante vittoria culturale per il nostro Bel Paese, e il sollievo di tornare ad essere punto di riferimento e direi faro di civiltà per qualcosa che non sia l’agghiacciante nostalgia sessuale del vecchierello nostro. Se famo du’ spaghi? Vedere per credere.

Bravo Fritz hai colto il segno con questo bellissimo e sopratutto ottimistico video pubblicitario che mette tutti d’accordo. Basta odio ! Una spaghettata è il miglior messaggio di pace che noi italiani possiamo lanciare a tutti i popoli del mondo . Altro che partecipare a delle guerre !
E poi i matarazzo non sono cosí male… adesso tutti i tanos dell’Argentina mi prendono a botte… ja ja
Grazie Fritz! C’era qualcosa in questa pubblicità che mi piaceva e non riuscivo a capire cos’era!
E viva i due spaghi! Così, incoscientemente, a chiunque venga a casa mia, dico di hacernos unos fideos, e anche se molti mi guardano stralunati, l’idea attecchisce!
Venendo ai Matarazzo: sono discreti come pasta da tutti i giorni, considerando che la Voiello/De Cecco/Garofalo sta a non meno di 40 pesos al kilo (id est: me la faccio portare dall’Italia o la compro rarissime volte) e che pure la don Vicente non è regalata. Consiglio: cuocerla 1/2 minuti meno di quanto dica sulla confezione, se no si smoscia veramente troppo.
Evvivano gli spaghetti!!, il mio gusto personale abbinati allo scoglio o vongole in prima linea, casomai colpisca ancora sta crisi, mi accontento all’aglio, olio e peperoncino.