
foto da http://www.zonu.com
- Un’altra volta l’aborto (o no) in prima pagina. Stavolta il caso individuale che fa discutere sui massimi sistemi è quello di una ragazzina di 11 anni della provincia di Entre Ríos, incinta per azione di un diciassettenne. Sua madre va all’ospedale e chiede un aborto terapeutico. La cosa passa in mano alla giustizia locale: perizie mediche, intervento a gamba tesa del ministro della sanità provinciale (“la natura è saggia”)… insomma, la gravidanza può continuare. Il codice penale parla chiaro: l’aborto non è punibile in caso di pericolo per la salute della madre, e in questo caso la ragazza ci ha il fisico e se le stiamo un po’ dietro non ci saranno problemi. Quando c’è la salute… ora, chi scrive è piuttosto un moderato, ma questo dato dell’età mi impressiona un po’. La bambina magari sarà una stanga di uno e settantacinque, ma sempre undici anni ha. Non è che stiamo facendo un’interpretazione un po’ troppo riduzionista della parola salute? Eppure, giudici e medici la pensano diversamente, il paesello si mobilita per trovare lavoro al futuro papà-junior, la famiglia ha cambiato idea, quindi è evidente che il senso comune va da un’altra parte e il disadattato sono io. Che si può dire? Auguri, di cuore.
- Ancora “un’altra volta”, ritorna il problema Malvinas/Falkland. Niente di grave, almeno niente di pratico, ma c’è stata un’interessante scaramuccia verbale quando il premier Cameron ha detto che gli argentini sono “colonialisti”. Evidentemente da qui la sparata è stata ricambiata cordialmente e con gli interessi, insomma il tema è tornato di attualità e qua e là abbiamo visto schemini di ripasso degli argomenti malvinisti di sempre – a un paio di mesi dal 30ª anniversario dell’inizio della guerra. Gli Stati Uniti poi hanno dichiarato che il problema merita una trattativa bilaterale, e la cosa è stata interpretata come un appoggio per omissione alla posizione argentina (“non hanno detto di chi è la sovranità”). I maligni, che non mancano mai, attribuiscono questo ritorno di fiamma alle difficoltà di Cameron, alle prese con la crisi europea e interna. (E anche qua, in tempi di incertezza, una bella causa nazionale non dà certo fastidio).
- Il governo ha completato l’iter per il controllo della carta per giornali, con la risoluzione 4 della Segreteria al commercio pubblicata questa settimana. La carta è ora un bene di “interesse pubblico”, e tutte le operazioni di importazione ed esportazione dovranno essere comunicate alla stessa segreteria. La più grande – virtualmente unica – cartiera nazionale, Papel Prensa, di proprietà di Clarín, La Nación e dello Stato, avrà l’obbligo di produrre al massimo della sua capacità operativa e di presentare e rispettare piani di investimento triennali per aumentare la produzione rispetto al fabbisogno nazionale. Dovrà inoltre stabilire e pubblicare un prezzo unico per la carta (Clarín e Nación non potranno più sfruttare l’integrazione verticale facendosi sconti da soli). Ovviamente questi due giornali sono i più critici con la nuova normativa, mentre fra gli altri “indipendenti” Ambito Financiero esulta (quella contro il monopolio di Papel Prensa era una battaglia storica del suo fondatore) e gli altri registrano senza troppi commenti.
- La Presidente sta finendo il suo periodo di convalescenza, e si prevede che mercoledí 25 tornerà all’attività. Finalmente, secondo questa simpatica colonna di opinione apparsa su Página12, certi intellettuali narcisisti e criticoni (tipo questi qua)potranno tornare a discutere di politica (non era opportuno farlo durante l’assenza di Cristina). A discutere, ma senza tanta esposizione mediatica, mi raccomando, per non fare il gioco dei poteri forti.










uh..sull’aborto a 11 il problema, giuridicamente, è un caos. chiedete ai vostri amici inglesi che hanno il tasso di minori incinte più alto d’europa. è un problema di libero arbitrio. fino a 18 anni in teoria sono i genitori a decidere, più o meno. sarebbe bene che la chiesa evitasse di far tutto il casino che fa contro la prevenzione. ma 11 anni!!! numi. undici anni. gli assistenti sociali si arrovellano a spiegare che 11 anni son diversi da 14 che son diversi da 16 perchè a quell’età i mesi sono anni. se avessi una figlia e mi trovassi a 11 con lei incinta ecco.. no so che farei. credo che ogni razionalità possibile si infrangerebbe nello stupore. mi pare un problema enorme.