Era la mattina del 24 Agosto 2011 quando ho girato questo video dal balcone di casa. Siamo sul Puente Pueyrredon, dove termina la 9 de Julio, con essa il municipio della Capital Federal ed inizia il conurbano sur di Buenos Aires. Vivo in questa casa da Febbraio 2011 e cose del genere succedevano almeno una volta a settimana. La strada che si vede nel video è un’arteria molto importante, collega Capital con il conurbano sud, passano di qua migliaia e migliaia di auto a qualsiasi ora del giorno, infiniti autobus e camion di giorno e di notte. Bloccare questa strada significa creare moltissimi problemi ai trasporti, ai pendolari ed a tutto il traffico in generale in entrata ed uscita da questo lato della città. Questo video è solo un esempio, visto che ogni volta i gruppi che bloccano le strade sono diversi. A volte sono movimenti di piqueteros strettamente legati a dei sindacati, in altre occasioni movimenti di disoccupati, dipendenti di un’azienda, di un ospedale o di una scuola. Diverse sono anche le motivazioni ovviamente e spesso le immagini davanti a noi passanti sono relativamente piú allegre di quelle che mostrano questo video. Molte volte mi è successo di rimanere in un certo senso isolato dalla città per via di questi blocchi, perché prendere un autobus da un altra parte e percorrere altre strade avrebbe significato camminare per diversi chilometri e trovare comunque le strade in tilt a causa del corte sotto casa. Un blocco stradale come questo - o come tanti altri anche molto più piccoli che avvengono spesso in pieno centro - fa girare le scatole a tutti, ovviamente. Fa girare le scatole a chi pensa che i b.occhi sono del tutto inutili e che queste persone non sono altro che svogliati di fatica ma a volte anche a me - nonostante in qualche occasione sarei voluto scendere in strada e partecipare alla manifestazione perché la protesta mi pareva giusta. In qualche caso ci si rende conto che certe manifestazioni sono fatte per protestare contro una casta, e allo stesso tempo difenderne un altra altrettanto forte, e se all’inizio del post ho scritto che questi blocchi “succedevano” almeno una volta a settimana è perché - magia! - dopo le elezioni Presidenziali di Ottobre il fenomeno è quasi scomparso, per riapparire almeno da queste parti solo il mese scorso per via di alcune leggi che il Congresso ha emanato negl’ultimi giorni del 2011. Questo perché in Argentina i sindacati hanno molto più seguito e sono molto più forti che in altre parti del mondo forse e questo potere lo usano per chiedere sempre qualcosa in più al Governo. Ma la pratica come dicevo non è messa in atto solamente dai poteri forti, e mettere tutte le proteste nela stessa pentola è sbagliato. Quello che è fuori dubbio è che la protesta - che sia per un potere politico, per un aumento di salario, per dei servizi migliori o a difesa di una scuola - non manca mai. Chi vive a Buenos Aires e gira per il centro tutti i giorni è oramai abituato a questi fatti. Mi è capitato in alcuni casi di imprecare guardando l’ora che avanzava ed il ritardo che aumentava, mentre invece quando non ho nessun orario da rispettare e magari sono a piedi me causan gracia gli automobilisti che pensano che tenendo le mani attaccate al clackson credono di aprire le strade ed arrivare prima a destinazione, i classici commenti di alcuni che non vedono l’ora che la polizia si decida a sbaraccare tutti i manifestanti con le buone o con le cattive maniere, o delle persone che si sentono sborbottare y hoy? qué quieren esos boludos hoy?. I blocchi stradali, le manifestazioni, sono così frequenti che ogni volta che si arriva in ritardo a casa dell’amata, al lavoro ed a qualsiasi appuntamento la scusa è sempre buona e credibile: perdón, pero había un corte en la calle.










per quello che si vede, pare che la maggior parte dei manifestanti sia a volto coperto. Non credo che sia solo per il freddo. Vivendo in Italia, mi lascia perplesso.
Uno degli ultimi scioperi (che pero hanno “liberato” e non “bloccato” la circolazione) è stato quello degli addetti della metropolitana: hanno scioperato contro il rincaro dei biglietti, ed hanno lasciato aperti i tornelli di accesso, così gli utenti usavano la metro gratis!! Un po’ come se i benzinai protestassero contro l’aumento della benzina facendo fare rifornimenti gratis…..
Il dubbio che sempre mi assale quando vedo/leggo questi blocchi è sulla violazione del diritto di libertà di chi Li subisce, che deve magari deve andare ad una vista medica, o a lavorare, o a un appuntamento galante…
Luka hai proprio ragione, ma ormai ci stiamo abituando, no? L’altra mattina mentre ero in taxi il tachero mi ha detto che ormai è d’obbligo trovarsi qualche strada chiusa per i piqueteros i giorni mercoledì e giovedì…non si capisce per quale motivo cosmico pare che quelli siano i giorni privilegiati…quindi…occhio a quando prendi un appuntamento galante!!jajajaajaaj