Bignami Argento – settimana dal 20 al 26 febbraio 2012

(lavoz.com.ar)

Allora c’è questo treno della linea Sarmiento, che collega la capitale con la zona Ovest dell’hinterland, che sta entrando nella stazione di Once, accesso al centro della città., mercoledì mattina. La stazione di Once è una di quelle terminali, tipo Firenze SMN, c’è il muretto, il treno si ferma e riparte all’indietro. Però appunto stavolta il treno non si ferma. Il gps di bordo dice che entra in stazione a circa 40 km all’ora, frena fino ai 20 (e fino a 40 metri dalla fine della piattaforma) e poi smette di frenare e va lungo. Sbatte, appunto, a 20 km all’ora contro i respingenti. Le prime tre carrozze hanno la peggio, la seconda entra dentro la prima, i passeggeri rimangono schiacciati. Arrivano i soccorsi, le ambulanze, i pompieri, tirano fuori le persone una ad una dai finestrini e da un buco sul tetto del vagone. Alla fine della mattinata il bilancio è disastroso, 49 morti e più di 600 feriti che si distribuiscono in tutti gli ospedali della città.
La Sarmiento (così come anche la Mitre, che serve la zona nord del conurbano.) è una linea gestita in concessione dalla TBA, Trenes de BsAs. L’organismo di controllo è la CNRT, commissione nazionale per la regolazione del trasporto, che dipende dalla segreteria ai trasporti, che dipende dal ministero per la pianficazione federale, più o meno il nostro ministero delle infrastrutture. La TBA, come tutte le ditte di trasporto urbano, è sussidiata dallo stato perché possa mantenere basse le tariffe.
Il treno è uno dei famosi (lo imparo adesso, c’è una specie di culto ferroviario) Toshiba, formazioni acquistate negli anni ’60 Il macchinista è Marcos Antonio Córdoba, 28 anni, appena entrato in servizio quella mattina.
Le polemiche si scatenano immediatamente, i ferrovieri ricordano denunce ignorate da anni sulla mancanza di manutenzione, in particolare proprio sui freni difettosi. I treni tuttavia non si possono fermare – non ci sono abbastanza carrozze – quindi, si dice, vengono autorizzati a viaggiare anche con la metà dell’apparato frenante difettoso. Roque Cirigliano, uno dei soci della TBA, lavora alla sua prossima leggenda nera: va alla stazione e dice ai reporter che lo circondano che il servizio della Sarmiento è accettabile, e che dal punto di vista tecnico va tutto bene, quindi lui pensa si tratti di errore umano. Sono passate 24 ore dall’incidente, tutti gli invidiano la sicurezza.
Un altro che infierisce su se stesso è il segretario ai trasporti Schiavi. Durante una conferenza stampa si lascia andare a considerazioni come “la gente si ammucchia tutta nelle prime carrozze per uscire prima dalla stazione” e “se fosse successo ieri che era giorno festivo il bilancio non sarebbe stato così grave”. Con questo vuole spiegare l’elevato numero dei morti, ma riesce solo a suscitare indignazione e farsi dedicare questa copertina da una rivista satirica.
Due giorni dopo i morti sono 50, e si trova il 51esimo, Lucas Menghini, 20 anni, di cui non si avevano notizie. Alla stazione di Once scoppiano disordini, la polizia sgombera i manifestanti-teppisti. Il ministro delle infrastrutture De Vido annuncia che lo stato si costituirà come querelante nel processo, “in difesa dell’interesse pubblico”, e che aspetterà l’esito dello stesso per decidere se confermare o togliere la concessione alla TBA. La notizia non viene ben accolta, si sospetta che il governo voglia controllare la causa dal di dentro ed eludere le responsabilità del suo organismo di controllo. Sull’attività di quest’ultimo, o meglio sulla sua inattività, pare si fosse già pronunciata la Auditoría Generale dello Stato.
In tutto questo la grande assente è la Presidente, che ha annullato l’agenda ufficiale, dichiarato due giorni di lutto nazionale, espresso profondo dolore in un comunicato, e si è ritirata nella sua provincia. Molti l’hanno criticata, lei così affezionata alle dirette televisive avrebbe potuto farsi vedere un paio di minuti, dare a voce le condoglianze, promettere inflessibilità. Oggi riapparirà in pubblico, nella cerimonia per il bicentenario della Bandiera Nazionale, e c’è aspettativa per quel che dirà riguardo alla tragedia e le sue conseguenze.

Fritz

Marco Biagetti è andato ad abitare a Córdoba nel 1998, sotto l'influsso malefico di una moglie. Adesso ha in più una figlia tween, una cagnolina casinara e quindici chili di panza. Fa una piccolissima produzione di patate, e somatizza le gioie dell'agricoltura a livello gastrico. Uomo di mondo, è nato a Roma ma ha fatto dieci anni di studio e lavoro a Viterbo

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  1. Treni | Tanoka scrive:

    [...] treni della linea Sarmiento noi li vediamo passare cinque minuti prima che arrivino alla tristemente nota stazione di Once. Unas veinte cuadras. Filed Under: buenos aires Tagged With: buenos aires, [...]

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