Barrio Estación

E’ difficile per me, che nelle stazioni ci passerei ore ed ore seduto in una panchina solo per il gusto di veder i treni partire ed arrivare, osservare le persone, chiedermi dove vanno e perché.  Le stazioni sono state sempre una seconda casa, dove ho passato migliaia di ore ad aspettare un treno, una persona, a perdere tempo, a dormirci a volte nelle notti della stazione Centrale di Milano o di Termini a Roma.  A viaggiare quando non avevo destinazione, seppur seduto su quelle panchine, ci pensavano le immagini, il movimento delle persone, dei treni ed il rumore dei vagoni sulle rotaie a portarmi a nord e sud; come fantasticare.  Ecco, per me è complicato accettare il confronto con le stazioni dei treni di Buenos Aires.  Il motivo principale è perché si conosce già la destinazione dei passeggeri, si sa che la linea Roca fa unicamente quei percorsi e lo stesso vale per la San Martín, la Mitre, la Sarmiento, Belgrano e Urquiza.  È più facile capire dove una persona va quando entra in stazione che quando sale in un autobus e questo rende il gioco molto meno affascinante.  Nonostante questo resto un amante delle stazioni anche qui a Buenos Aires, delle stazioni nel loro insieme, anche di ciò che le circonda quindi.  Mi piace la confusione all’interno ed all’esterno degli edifici, il mercato, la fiera, le file e le difficoltà nel camminare tra la folla nelle ore di punta (Argentinizzazione).  Ogni stazione, e parlo di quelle principali, Retiro, Once e Constitución, hanno intorno a sé il proprio bazar, fatto di bancarelle sui marciapiedi, dei negozi di tutti i tipi, a decine a Constitución e a migliaia a Once, che si distribuiscono nelle centinaia di vie nelle vicinanze della stazione.  Luoghi ideali per fare compere a basso costo e trovare anche tanti oggetti o pezzi di ricambio, cose che nelle altre zone della città non arrivano. Quando chiacchierando si parla di qualcosa che non si riesce a trovare la frase viene quasi spontanea “date una vuelta por Once o Retiro, ahí seguro lo vas a encontrar”. Once sarebbe il nome della stazione ma poi nei fatti dà il nome anche a un quartiere dentro al quartiere, tutti sanno cos’è Once e molti ti guardano male quando dici la parola Balvanera che sarebbe il nome vero dell’intero quartiere.  Quando si cammina per queste vie a volte ci si dimentica anche di stare a Buenos Aires, perché l’intreccio è grande, la mescolanza, lo scambio, la compravendita che sembra gridare abbasso i mercati, viva il mercato!.  Retiro poi, il complesso piú grande, tre stazioni in una, tre linee, tre edifici attaccati (quello della foto è della linea San Martin, il più piccolo dei tre).  Retiro piantata lí nel mezzo con attorno i punti cardinali della società, da un lato Migraciones con i suoi migliaia di utenti giornalieri e quella stradina dove gli immigrati del sud del mondo, che qui sarebbero quelli della parte nord del continente latinoamericano, vendono oltre a dei pasti, qualsiasi cosa che possa essere utile per una pratica migratoria, anche la fortuna a volte; la Villa 31 alle spalle con tutti i suoi disagi e le controversie che si possono avere in una delle favelas più grandi di Buenos Aires; Retiro e Barrio Norte dall’altra parte, quartieri bene; nel giro di poco spazio si trovano situazioni completamente opposte e la stazione nel mezzo con attaccato anche il terminal Omnibus da dove partono e arrivano autobus per e da tutto il continente; la stazione di Retiro come un cuore con le sue arterie che prendono strade totalmente opposte.  I treni che partono da Constitución vanno in direzione sud ma già la stazione stessa e le vie che la circondano sono immerse in qualcosa che da un senso di sud nelle sue diverse sfaccettature.  Le giacche e cravatte sono lontane da qui, non si vedono neanche da lontano, a differenza delle altre principali stazioni della città, a Constitución non c’è l’incontro, neanche quello casuale tra le varie classi sociali perché qui sembrano passare solo le genti del sud.  La prostituzione, dannatamente pubblicizzata in molte zone della città, qui à visibile a qualsiasi ora del giorno e della notte sui marciapiedi delle vie nei paraggi della stazione, molto maggiore di quella che si vede a Plaza Miserere davanti alla stazione Once. E poi è la stazione dove Abel Ayala interpretò El Polaquito, un film da non perdere.  La contraddizione Argentina è anche in questa parola, Constitución, un quartiere senza Costituzione.  Di Estación Buenos Aires parlerò in un prossimo post perché credo meriti un articolo a parte, tutto per sé.  Intanto non so ancora se quest’ anno tornerò per qualche giorno in Italia, quello che so è che il viaggio di ritorno lo farò in treno.

Lorenzzzo

Marchigiano di Filottrano,a 28 anni dice basta e se ne va. Con la convinzione che "la vida es un barco", dopo alcuni avvistamenti nel mondo, nel Gennaio 2011 getta l'ancora nel Rio de La Plata e si ferma a Buenos Aires, dove trova la parola, l'incanto ed il respiro.

Commenti

  1. quindi adesso la vida es un tren? allora aspetto la estacion buenos aires, e intanto grazie.
    (se decidi di tornare in Italia in treno, vorrei qualche dettaglio)

    • Lorenzzzo dice:

      un treno…anche, ovvio. sicuro non é un aereo.
      la differenza che do alle due cose é che nel barco si sale con la valigia, nel treno con lo zaino.
      el barco per l emigrante, il treno per il viaggiatore, cose che cmq a volte coincidono.
      ti aggiorneró sulle modalitá del viaggio di ritorno Italia-Argentina con tutti i dettagli :)

  2. bello, complimenti, aspettiamo anche le altre stazioni, sono curioso sapere se ci sono anche situazioni di pericolo, quale e come affrontarli

  3. Attilio dice:

    Bravo Lorenzzzo .
    Questi sono i post che piaciono a me : descrizione e sentimento !

  4. Bello, ma dovresti anche scrivere sull’insecurezza che trovi a Constitucion, Retiro e once perche anche questo sarebbe importante… saluti!

    • Lorenzzzo dice:

      Grazie Laura.
      non credo che dovrei, sicuramente potrei, quello si. ma ricorda una cosa, potresti anche tu.
      sali sul treno del blog, ci sono tanti posti liberi!!!
      aldilá di questo la sicurezza nelle stazioni sono un altro tema, diverso da quello che questo post cerca di trasmettere. in piú a me alle 4 di notte a retiro, ad once ed a costitución, in tutte le occasioni in cui mi é capitato di stare, a volte da solo e naturalmente a piedi, non é successo assolutamente niente.
      in avenida de mayo in pieno giorno sono stato derubato e la notte a palermo quando esco da lavoro vedo di tutto. anche mentre lavoro a volte nei paraggi del quartiere bene.
      per sicurezza bisognerebbe guardare la realtá e non i luoghi comuni che ci fanno aver paura di un luogo solo perché é piú in degrado di un altro.
      parlo per la mie esperienze Laura, ad altri puó essere successo il contrario ovviamente.
      chau e grazie ancora.

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