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	<title>L&#039;Argentina &#187; Guida Turistica</title>
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	<description>Il blog degli Italiani d&#039;Argentina</description>
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		<title>Arrivi e partenze</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 02:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida Turistica]]></category>
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		<description><![CDATA[Scelgo un giorno a caso per il mio primo viaggio in treno e questo coincide con el Dia del Ferrocarril. Il 30 agosto del 1857 venivano inaugurati i primi 9 km di ferrovia che collegavano il centro di Buenos Aires con la stazione di Floresta. La rete ferrovia argentina attualmente è quasi inesistente. Decine e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scelgo un giorno a caso per il mio primo viaggio in treno e questo coincide con <a href="http://www.eldia.com.ar/edis/20100830/laciudad0.htm">el Dia del Ferrocarril</a>. Il 30 agosto del 1857 venivano inaugurati i primi 9 km di ferrovia che collegavano il centro di Buenos Aires con la stazione di Floresta. La rete ferrovia argentina attualmente è quasi inesistente. Decine e decine di pueblitos, dove un tempo fischiavano i treni, restano custodi di queste lunghe gambe di ferro sulle quali l’argentina non corre più. Un film di Pino Solanas <a href="http://www.pinosolanas.com/proxima_estacion_info.htm">La proxima estacion</a> può chiarire le idee di quello che è stato e di quello che è oggi la rete ferroviaria argentina.</p>
<p>La mia esperienza, dopotutto, positiva: partenza dalla stazione di Once, biglietto emesso solo dietro numero di documento, prezzo del viaggio decisamente economico. Destinazione Chivilcoy, paesone dell’interior a tre ore di viaggio. Partenza e arrivo in orario, dai visi stupefatti di chi  mi accompagna capisco che non è la norma. Il treno, un bel po’ vecchiotto, racchiude sprazzi di tecnologia insperata nella pelle secca dei suoi sedili: un gesto deciso e veloce duplica o divide, a seconda dell’occorrenza, lo spazio dei posti a sedere. Roba da abracadabra! Ma la magia sicuramente è più forte quando al posto del solito banale cartellone degli avvisi, nella stazione d’arrivo, trovo questa lavagna, dove, suppongo (e spero), solo il capostazione segnali orari e comunicazioni varie.</p>
<p style="text-align: center">
<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/chivilcoy_tren-001.jpg"></a><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/chivilcoy_tren-001.jpg"></a><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/chivilcoy_tren-001..jpg"><img class="alignnone" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/chivilcoy_tren-001.jpg" alt="" width="560" height="314" /></a></p>
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		<title>Palermo outlet</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 02:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delfo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buenos Aires]]></category>
		<category><![CDATA[Guida Turistica]]></category>
		<category><![CDATA[outlet]]></category>
		<category><![CDATA[palermo outlet]]></category>
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		<description><![CDATA[Palermo outlet, un nuovo barrio virtuale sogno dei consumi a basso costo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/07082010494.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7822" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/07082010494-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Dopo la nascita di Palermo Hollywood e Palermo Soho, un nuovo quartiere ha visto la luce negli ultimi mesi: <a href="http://www.lanacion.com.ar/nota.asp?nota_id=1029805" target="_blank">Palermo outlet</a>.  In realtà pare che ormai a Buenos Aires basti mettere insieme un paio di cuadras per arrogarsi la dignità di barrio (vedi il barrio chino), per di piú l&#8217;ipotetico palermo outlet si trova tra Gurruchaga y Aguirre, ovvero in piena Villa Crespo, però ovviamente il nome Palermo gli dá un tono che altrimenti non avrebbe. <a href="http://www.deoutlets.com.ar/sabias_palermo.html" target="_blank">Qualcun altro</a> lo chiama Palermo Queens per rimanere piú in stile newyorkese e questo genera soltanto piú confusione toponomastica.</p>
<p>In questa manciata di cuadras si srotolano le vetrine dei piú grandi marchi, da quelli internazionali, a quelli 100% argentini fino ai piú blasonati, tutti qui in versione ad assetto ribassato. Il termine outlet spesso si riferisce più che a collezioni della passata stagione a pezzi difettati, in ogni caso il risparmio a cercarlo c&#8217;è e può andare da un misero 10% ad un più invitante 80%.</p>
<p>La lingua ufficiale è il brasiliano, sui marciapiedi affollati i cuginastri giallooro sono quelli con piú buste alla mano, almeno questo io ho notato sabato scorso, salgono e scendono da taxi ad hoc che fiutato l&#8217;affare hanno inserito palermo outlet in cima alla lista delle destinazioni dello <em>shopping tour</em> porteño.</p>
<p>Esistono infatti non solo <a href="http://www.privatetours.com.ar/esp/shoptour.htm" target="_blank">visite guidate</a> di qualche ora ai negozi più importanti della capital ma addirittura <a href="http://www.argentinianexplorer.com/espanol/viajes_buenos_aires.asp" target="_blank">pacchetti turistici</a> di una settimana tutti incentrati sulla nobil arte dello spendere.</p>
<p>Dove rinascerá Palermo Bronx?! Si accettano scommesse.</p>
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		<title>Chocolate espeso con churros!</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/08/24/chocolate-espeso-con-churros/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 03:39:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buenos Aires]]></category>
		<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Guida Turistica]]></category>
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		<description><![CDATA[La Giralda è un piccolo bar su Avenida Corrientes, tra Uruguay e Paranà. La cioccolata che servono qui è davvero ottima e densa densa. Il posto non ha perso il fascino di quando è stato aperto e credo che anche i camerieri siano qui dall’inaugurazione. Da non perdere un passaggio prima che arrivi primavera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/la-giralda2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7879" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/la-giralda2.jpg" alt="" width="500" height="377" /></a></p>
<p>La Giralda è un piccolo bar su Avenida Corrientes, tra Uruguay e Paranà. La cioccolata che servono qui è davvero ottima e densa densa. Il posto non ha perso il fascino di quando è stato aperto e credo che anche i camerieri siano qui dall’inaugurazione. Da non perdere un passaggio prima che arrivi primavera.</p>
<p style="text-align: center"><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/la-giralda41.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-7881" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/la-giralda41.jpg" alt="" width="500" height="377" /></a></p>
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		<title>Il sole e la mezzaluna</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/08/16/il-sole-e-la-mezzaluna/</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 18:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buenos Aires]]></category>
		<category><![CDATA[Guida Turistica]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
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		<description><![CDATA[Decine di persone entrano in tutta fretta in un enorme e spettacolare complesso nel cuore del Barrio di Palermo. Le facce sono allegre e con tratti che raccontano origini lontane e diverse tra loro.  E&#8217; Venerdì sera, sono tutti vestiti a festa ma non siamo all&#8217;entrata del solito club alla moda di Palermo Hollywood. Quelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/mesquita_palermo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7772" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/mesquita_palermo.jpg" alt="" width="500" height="219" /></a></p>
<p>Decine di persone entrano in tutta fretta in un enorme e spettacolare complesso nel cuore del Barrio di Palermo. Le facce sono allegre e con tratti che raccontano origini lontane e diverse tra loro.  E&#8217; Venerdì sera, sono tutti vestiti a festa ma non siamo all&#8217;entrata del solito club alla moda di Palermo Hollywood. Quelle persone, rigorosamente divise per sesso, stanno entrando alla moschea della città di Buenos Aires&#8230;la più grande di tutta l&#8217;America Latina!!</p>
<p>Il<a href="http://www.ccislamicoreyfahd.org.ar/"> Centro Cultural Islámico Rey Fahd</a> (questo il nome ufficiale della moschea) viene inaugurato nel 2000 ed intitolato al capostipite della dinastia che guida l&#8217;Arabia Saudita da 60 anni. Si estende su una superficie di tre ettari ed oltre a essere luogo di preghiera comprende un auditorium, un teatro, due scuole, sale conferenze e una biblioteca. Molte sono le attività culturali che si svolgono settimanalmente nel centro culturale, facendone così uno dei punti di riferimento culturali della capitale, non solo per il mondo islamico.</p>
<p>L&#8217;enorme complesso, dalla splendida architettura mediorientale, sorge in una delle zone più esclusive della città. Il progetto di una moschea a Buenos Aires nasce negli anni &#8217;90, in piena era Menem. Le <a href="http://www.hispanicmuslims.com/articles/other/openseyes.html">&#8220;malelingue&#8221;</a> raccontano che la concessione del terreno, ad un prezzo irrisorio considerata la zona, viene approvata sotto la spinta di Menem (famiglia di origine siriana) che cercava finanziatori e appoggi pesanti per continuare con la sua avventura politica da ex-presidente. Nonostante le polemiche, la monumentale opera viene completata nel 1998 regalando alla città un una vera gemma architettonica.</p>
<p>La settimana scorsa è iniziato il periodo del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ramadan">Ramadán</a> ed il brulicare dei fedeli che riempiono i portici del centro islamico si è fatto più intenso. L&#8217;immigrazione arabo-mussulmana ha un inizio datato 1875 e il flusso migratorio sta riprendendo forza. Questo affascinante luogo di culto e cultura, per quanto appaia alieno all&#8217;architettura e alla movida porteña<em> </em>, ha il merito di essere il centro di gravità della comunità islamica e quindi fondamentale elemento d&#8217;integrazione. La comunità islamica sta crescendo all&#8217;interno del tessuto sociale della città. Se il sole campeggia orgoglioso al centro della bandiera albiceleste, forse <em>la medialuna</em> avrà presto un nuovo significato nella vita argentina.</p>
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		<title>Dante, a spasso per Buenos Aires</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/07/30/dante-a-spasso-per-buenos-aires/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Jul 2010 01:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buenos Aires]]></category>
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		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
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		<description><![CDATA[Fine della prima guerra mondiale, l’Europa era distrutta nell’animo e nel cuore;il bagno di sangue della guerra, che avrebbe favorito la nascita di una nuova umanità, aveva prodotto solo morte, distruzioni e fame. La popolazione dei singoli paesi era prostrata e il pessimismo regnava ovunque.  Quale  futuro offrivano per l’Europa gli anni venti? Quale speranza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fine della prima guerra mondiale, l’Europa era distrutta nell’animo e nel cuore;il bagno di sangue della guerra, che avrebbe favorito la nascita di una nuova umanità, aveva prodotto solo morte, distruzioni e fame. La popolazione dei singoli paesi era prostrata e il pessimismo regnava ovunque.  Quale  futuro offrivano per l’Europa gli anni venti? Quale speranza esisteva per  questo vecchio  continente popolato da uomini che avevano perso nel fango il senso dell’umanità?</p>
<p>L’Europa era destinata a collassare su se stessa, bisognava abbandonare  il continente e dirigersi verso nuovi orizzonti e l’Argentina, allora la settima potenza del mondo, aveva davanti a sè un futuro ineguagliabile, era un paese pronto per la fama e la gloria.</p>
<p>L’Italia sarebbe andata distrutta e insieme  a lei le sue bellezze; gli argentini, le cui origini erano in parte italiane, avevano il dovere di salvare tutto  ciò che fosse possibile, difendere il sapere per le generazioni future, salvaguardare il padre della lingua italiana: Dante Alighieri.</p>
<p>Da queste considerazioni nasce un sogno e un’opera architettonica incredibile e ineguagliabile.</p>
<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/barolo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7380" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/barolo-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>A Buenos Aires, l’architetto Palanti inizia a costruire nel 1919 per Luis Barolo <em>l’</em><em><a href="http://www.largentina.org/2010/01/06/dal-paradiso-del-signor-barolo/">Edificio Barolo</a></em> destinato a conservare le ceneri di Dante: grazie a un accordo tra le Massonerie italo argentine le reliquie di Dante avrebbero trovato la pace in Argentina e sarebbero state difese per gli anni futuri. L’edificio venne costruito al 1300 di Avenida de Mayo, corrispondente al secolo in cui venne scritta la Divina Commedia; è alto cento metri come cento sono i canti della Divina Commedia, 33 canti il Paradiso, Purgatorio e  l’Inferno più il primo canto introduttivo. Nel 1920 il palazzo Barolo era il più alto di tutta l’America Latina, la città di  Buenos Aires aveva concesso un permesso speciale per l’altezza che era quattro volte  quella permessa nell’Avenida de Mayo, un permesso concesso solo perché l’edificio doveva raggiungere il Paradiso.</p>
<p>L’Inferno è al primo piano del palazzo con statue di animali spaventosi, il Purgatorio dal quarto e quindi il Paradiso dal ventiquattresimo piano con una cupola terminale e un grande faro che illumina la notte di  Buenos Aires ogni venticinque del mese, in onore dell&#8217;indipendenza del 25 mayo 1810.</p>
<p>Nel centro dell’edificio c’è ancora oggi uno spazio per contenere i resti di Dante in un’urna protetta da un’aquila che avrebbe innalzato Dante verso Beatrice e il Paradiso.</p>
<p>L’Edificio viene terminato nel 1923 ma, mentre Buenos Aires aspettava le ceneri  di Dante, l’Italia assaporava l’onda degli anni ruggenti americani, cominciava a ascoltare la radio e si avviava verso il Regime Fascista, assaporando il nazionalismo, la grandezza della patria, l’esaltazione delle proprie radici.</p>
<p>Dante rimane a Ravenna. A Buenos Aires resta il Barolo a ricordarci il sogno o la pazzia di qualcuno che non voleva dimenticare le sue origini:</p>
<p>« Nel mezzo del cammin di nostra vita<br />
mi ritrovai per una selva oscura,<br />
ché la diritta via era smarrita.<br />
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura,<br />
esta selva selvaggia e aspra e forte,<br />
che nel pensier rinova la paura! »</p>
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		<title>Rotte Salamoniche</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 04:35:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tanoka</dc:creator>
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		<category><![CDATA[architettura]]></category>
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		<description><![CDATA[Anni fa accompagnavo una coppia di amici spagnoli nelle escursioni suggerite da un libro dedicato agli alberi monumentali. Erano classici percorsi di tracking la cui meta era sempre un albero, un albero speciale: dalla forma particolare, esotico o secolare. Il viaggio è la parte più importante, lo so, ma vi assicuro che l&#8217;arrivo era sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anni fa accompagnavo una coppia di amici spagnoli nelle escursioni suggerite da un libro dedicato agli alberi monumentali. Erano classici percorsi di tracking la cui meta era sempre un albero, un albero speciale: dalla forma particolare, esotico o secolare. Il viaggio è la parte più importante, lo so, ma vi assicuro che l&#8217;arrivo era sempre una festa. Potrà sembrare assurdo abbracciare un albero dopo aver camminato per ore in mezzo ad altri suoi simili, ma era un modo per celebrare il fatto di non essersi persi, il riposo che ci spettava e in un certo qual senso la generosità della natura. Qualcosa di simile mi succede con le opere di Francisco Salamone. È passato tanto tempo da quando Fritz scrisse in Beneficiaria <a href="http://beneficiaria.blogspot.com/2009/01/salamospotting.html">un post</a> sull&#8217;ingeniere edile italoargentino, ma lo tengo ben presente e ringrazio il gringo per avermi aperto un portone. Non sto a raccontarvi la storia di Salamone, ma vi invito a <a href="http://arquitectosalomone.blogspot.com/">leggerla</a>, visto che è molto interessante. Le sue opere sono sparse per tutta la provincia di Buenos Aires. Municipi, cimiteri e mataderos (mattatoi) sono le tre categorie principali, tutte con uno stile personalissimo che si può definire Art Decó, Futurista, Funzionalista&#8230;o più soggettivamente &#8220;fighissimo&#8221;. Gli interessati trovano online <a href="http://www.salamoneba.com.ar/salamone.html">un buon sito con tutte le sue opere</a>, una <a href="http://farm3.static.flickr.com/2151/2342191442_f50368b62c_b.jpg">cartina per scovarle</a> y las <a href="http://www.flickr.com/search/?q=francisco+salamone&amp;ss=2">fotos de los aficionados en Flickr</a>.</p>
<p>Abbiamo <a href="http://www.largentina.org/2009/01/22/turismo-in-argentina-croce-e-delizia/">già parlato</a> di una certa povertà di punti di interesse turistico nell&#8217;immensa provincia di Buenos Aires e allora la cartina delle opere di Salamone diventata un vademecum. Quando parti per una qualsiasi località pampeana sai che dovrai farti almeno trecento chilometri, se sei fortunato, e allora perché non rendere interessante il viaggio e fermarsi a cercare le opere salamoniche? Per me è una specie di caccia al tesoro. Sabato scorso sono arrivato ad Azul (300 km da bs as) quasi fuori tempo massimo, erano le quattro del pomeriggio, il sole invernale cominciava a perdere forza e io già temevo per le anelate foto. E lì è cominciata la solita caccia: fermare i passanti, chiedere se conoscono &#8220;quel rudere di cimitero un po&#8217; particolare&#8221;, seguire le loro indicazioni spesso confuse e a volte inesistenti. Molte opere sono ormai abbandonate e spesso sono fuori dai centri abitati, perse in mezzo alla campagna, e così succede che molti autoctoni interrogati non abbiano la minima idea di cosa tu stia parlando. Per dettagli  come questi mi sono perso il cimitero di Balcarce l&#8217;estate scosa, nessuno sapeva dove fosse e io non potevo trattenere tutta la famiglia diretta al mare per cercare un cimitero. Immagino che ancora più difficile sia trovare <a href="http://www.flickr.com/photos/gusrasta/2546220279/">il mattatoio di Carhué</a>, ormai un rudere circondato da un ambiente post-nucleare causato da un&#8217;alluvione.  Sabato ho avuto fortuna, il cimitero è ancora il cimitero ufficiale della città di Azul. Ci tengo a sottolineare che Salamone ha ideato quell&#8217;angelo della morte negli anni &#8217;30, senza aver mai visto Trider G7, Mazinga Z e soci. Il mattatoio &#8220;lama di coltello&#8221; è stato più difficile, per poco non fallisco la missione. Era fuori città, un paio di chilometri perso nella campagna, ci sono arrivato al tramonto, con il sole che se ne andava e mi regalava un effetto photoshop naturale sulle pareti gialle dell&#8217;edificio.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4793311235/"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4081/4793311235_5a0ddbb437.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4793311505/"><img class="alignnone" title="salamone" src="http://farm5.static.flickr.com/4100/4793311505_2a99e98bb2.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4793944860/"><img class="alignnone" title="salamone" src="http://farm5.static.flickr.com/4074/4793944860_b07df3285c.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4793311879/"><img class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4116/4793311879_520128ce48.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4793312043/"><img class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4143/4793312043_19bae24785.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4793312343/"><img class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4138/4793312343_86fe8038cb.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
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		<title>Il cielo sopra Buenos Aires</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/07/01/il-cielo-sopra-buenos-aires/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 22:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delfo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buenos Aires]]></category>
		<category><![CDATA[Guida Turistica]]></category>
		<category><![CDATA[blu]]></category>
		<category><![CDATA[chemtrail]]></category>
		<category><![CDATA[cielo]]></category>
		<category><![CDATA[scie chimiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cielo di Buenos aires é blu blu blu]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di trasferirimi a Buenos Aires mi posi una domanda abbastanza semplice alla quale tuttavia, nonostante le tante pagine dedicate alla citt&agrave; in internet , la rete non seppe darmi risposta: ma com&#39;&egrave; il cielo di Buenos Aires?</p>
<p>O meglio, in rete si incontrano opinioni ed esperienze constrastanti, ma la linea comune &egrave; tendente al grigio.</p>
<p>Avevo gi&agrave; scoperto ahim&egrave; che pur essendo sudamerica il clima di Buenos Aires &egrave; esattamente identico a quello di Roma, solo traslato di 6 mesi, e quindi fondamentalmente natale col gelato e ferragosto col camino, addio caldo perpetuo del mio immaginario illuso; ancora oggi mi ritrovo a dover convincere qualche amico italiano che insiste con &quot;ma non pu&ograve; essere, &egrave; sudamerica!&quot;.</p>
<p>Direi che tra giugno e settembre &egrave; possibile uscire di casa e pensare di essere stati teletrasportati nella notte a Londra o Berlino, gli alberi spogli, il cielo plumbeo, i porte&ntilde;i depressi.E&#39; la notte dell&#39;anno, ma per fortuna non &egrave; la prassi e a differenza degli inglesi gli argentini possono godere di splendide giornate di sole come quella che ha illuminato la visione della partita italia-nueva zelanda che qualche temerario ha seguito addirittura a mezze maniche.</p>
<p>Il cielo di Buenos Aires passa dai nuvoloni bianchi stile messicano che sfrecciano a gran velocit&agrave;, al blu cobalto, al grigio perpetuo.Ultimamente ho visto nel cielo qualche striscia, che stiano cominciando anche a queste latitudini le misteriose strisciate chimiche?</p>
<p>Ecco, vorrei affermare una volta e per tutte che il cielo di Buenos Aires &egrave; blu blu blu blu blu come quello cantato da Rino Gaetano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="youtube">
<object width="425" height="355">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XB3TfBXUOKw&amp;color1=d6d6d6&amp;color2=f0f0f0&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showinfo=0&amp;iv_load_policy=3&amp;showsearch=0?rel=1" />
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</object>
</span><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XB3TfBXUOKw">www.youtube.com/watch?v=XB3TfBXUOKw</a></p></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>e Per chi volesse approfondire il tema delle scie chimiche:<a href="http://www.sciechimiche.org/scie_chimiche/">link1&nbsp;</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=qSDkdOpjiSc">link2</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=6FO4GHBu_Hs&amp;feature=related">link3</a>, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=gZGKECp-rb0&amp;feature=related">link4</a></p>
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		<title>Postal da Tandil</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jun 2010 16:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Guida Turistica]]></category>
		<category><![CDATA[Non solo Capital]]></category>
		<category><![CDATA[formaggi]]></category>
		<category><![CDATA[tandil]]></category>

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		<description><![CDATA[Carissimi, que tal? un saluto da Tandil, cittadina a trecento kilometri da Buenos Aires, per farvi capire com&#8217;&#232; vi racconto che l&#8217;ultima serie televisiva della Rai Terra Ribelle ambientata in toscana &#232; stata filmata a Tandil per diminuire i costi di produzione, rendo un po&#8217; l&#8217;idea? Cambia il paesaggio piano della pampa e iniziano a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/tandil1.jpg"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-6548" height="225" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/tandil1-300x225.jpg" width="300" /></a>Carissimi, que tal? un saluto da Tandil, cittadina a trecento kilometri da Buenos Aires, per farvi capire com&rsquo;&egrave; vi racconto che l&rsquo;ultima serie televisiva della Rai Terra Ribelle ambientata in toscana &egrave; stata filmata a Tandil per diminuire i costi di produzione, rendo un po&rsquo; l&rsquo;idea? Cambia il paesaggio piano della pampa e iniziano a crescere una serie di colline, la cittadina piccola ma in continua crescita &egrave; situata affianco al lago artificiale ove la gente v&agrave; in canoa, corre, beve un mate; nei suoi dintorni si trova la Sierra del tigre, un parco con animali dove si possono vedere sia bambi che i puma, e percorrendo le colline si scorgono un sacco di case in legno che offrono un te e una buona fetta di torta.</p>
<p class="MsoNormal">Di Tandil sono due i calciatori che giocano/hanno giocato il mondiale: Garce e Camoranesi;<span>&nbsp; </span>sono due i famosi tennisti argentini: Del Potro e Monaco; due i famosi salumi: i salamini e il prosciutto crudo, che non ha nulla da invidiare a quello di Parma; e due i famosi formaggi senza cui non potrei vivere in Argentina: il pecorino Sardo e il Banquete, cio&egrave; Bitto italiano.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0cm;margin-bottom:.0001pt">La picada accompagnata da un buon vino alla vecchia <span>&nbsp;</span>casa del queso &egrave; buonissima, uno spettacolo favoloso la casa fatta in pietra del 1800 e la quantit&agrave; di formaggi che si possono trovare. Forse un po&rsquo; vi stupir&agrave; per&ograve; in Argentina patria delle Vacche e del latte non ci sono tante variet&agrave; di formaggi, invece questa casa racchiude i segreti dell&rsquo;arte di tanti maestri di formaggi. &Egrave; una cittadina quasi perfetta, quasi perch&eacute; le manca qualcosa che si pu&ograve; forse, rimediare: la mozzarella! La migliore mozzarella che ho trovato in Argentina &egrave; un lontano parente della Santa Lucia, quindi comprenderete<span>&nbsp; </span>la mia ricerca sfrenata della mozzarella di bufala.<span>&nbsp; </span>A Tandil c&rsquo;&egrave; una scuola agropecuaria che fa un sacco di scambi con<span>&nbsp; </span>la Francia e la Spagna, da qui derivano alcuni dei formaggi buonissimi che ho mangiato, quindi per rimediare alla falta, non &egrave; che conoscete un italiano che fa le mozzarelle e ha voglia di fare un salto da queste parti? Please&hellip; meglio se conosce anche i segreti del gorgonzola.</p>
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		<title>Caminito adios</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/06/23/caminito-adios/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 03:57:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tanoka</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buenos Aires]]></category>
		<category><![CDATA[Guida Turistica]]></category>
		<category><![CDATA[caminito]]></category>
		<category><![CDATA[la boca]]></category>
		<category><![CDATA[quinquela martí]]></category>

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		<description><![CDATA[Posto strano Caminito. Occupa sicuramente un gradino nel podio delle destinazioni turistiche di Buenos Aires, los imperdibles,&#160;e fa bella mostra di s&#233; su quasi tutte le copertine delle guide turistiche della citt&#225;, se non dell&#39;Argentina in generale. Poi per&#242; ci sono anche un sacco di turisti che passano dalla citt&#224; e se ne infischiano di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://farm2.static.flickr.com/1183/4724561949_ca4d3c3f65.jpg" /></p>
<p>Posto strano Caminito. Occupa sicuramente un gradino nel podio delle destinazioni turistiche di Buenos Aires, <a href="http://www.bue.gov.ar/recorridos/?menu_id=18&amp;info=imperdibles" title="Top 30 punti turistici di buenos aires">los imperdibles,</a>&nbsp;e fa bella mostra di s&eacute; su quasi tutte le copertine delle guide turistiche della citt&aacute;, se non dell&#39;Argentina in generale. Poi per&ograve; ci sono anche un sacco di turisti che passano dalla citt&agrave; e se ne infischiano di Caminito e non hanno tutti i torti. Io ci vado normalmente quando viene qualche amico dall&#39;estero e quasi sempre me ne pento. Sabato ci siamo stati, ma almeno c&#39;era l&#39;ottima scusa di visitare l&#39;esposizione del Futurismo italiano alla Fundacion Proa, nei paraggi.</p>
<p>Caminito &egrave; una stradina museo, saranno150 metri, nel punto nevralgico del quartiere della Boca, dove il Riachuelo si tuffa nel porto di Buenos Aires. Fino agli anni &#39;50 del secolo scorso la stradina in questione era uno spazio rimasto vuoto dopo lo smantellamento di una linea ferroviaria ed era occupato perlopi&uacute; da rifiuti e arbusti. Nell&#39;anno 1950 il famoso pittore Benito Quinquela Mart&iacute;n, sicuramente l&#39;artista pi&ugrave; rappresentativo del quartiere della Boca, decise di trasformare quello spazio in una galleria a cielo aperto. I vicini verniciarono le facciate dei conventillos che si affacciavano sulla viuzza e diversi artisti plastici donarono le loro opere affinch&eacute; fossero l&igrave; esposte permanentemente. Strutture fatiscenti, in legno, con facciate ondulate in zinc, che qui viene chiamato <em>chapa</em>.&nbsp;</p>
<p><img alt="" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/98/Caminito-1939.jpg" /><br />
	Foto da Wikipedia</p>
<p>L&#39;effetto finale non &egrave; male, &egrave; sicuramente pintoresco, caratteristico, ed &egrave; una botta di colore nella desolazione generale del quartiere della Boca. &nbsp;Allo stesso tempo per&oacute; Caminito &egrave; forse un altare al turismo pi&ugrave; becero, pi&ugrave; superficiale che esista. All&#39;inizio della stradina c&#39;&egrave; un mercatino con oggetti artigianali da tutta l&#39;argentina, ci sono le tipiche coppie che ballano il tango, c&#39;&egrave; il sosia improponibile e magro di Maradona che ti offre una foto con autografo. Gli autobus lasciano i turisti all&#39;inizio di caminito, loro scendono, percorrono i 150 metri attorniati da case colorate, fanno centinaia di foto, comprano un mate o un portafoglio in cuoio a prezzo spropositato e poi risalgono sull&#39;autobus. Nessuno o quasi esce dal seminato. Nessuno di avventura a camminare nelle stradine che partono da Caminito e attraversano La Boca. Alcuni si rendono conto di essere a poche centinaia di metri dalla Bombonera, lo stadio storico del Boca Juniors e cos&igrave; <em>se engolosinan e</em>&nbsp;si avventurano in questa passeggiata cortissima e aim&eacute;, spesso accompagnata dal furto della macchina fotografica o dello zaino. Perch&eacute; il quartiere della Boca &egrave; un po&#39; cos&igrave;, bisogna sapersi muovere.</p>
<p><img alt="" src="http://farm3.static.flickr.com/2303/2140283078_b13ff84208.jpg" /></p>
<p>Ed &egrave; un po&#39; questo il motivo di questo post. Se venite a Buenos Aires e vi interessa conoscere il lato genovese della citt&agrave;, se volete vedere il porto, le case con la facciata di metallo, i balconi e le scale di legno&#8230;.non andate a Caminito. O perlomeno non adate solo a Caminito. Non lasciatevi scaricare da un autobus a destinazione, come vacche, per poi risalire dieci minuti dopo con zero emozioni e trecento fotografie sparate. Prendetevi piuttosto mezza giornata, andate alla Boca a piedi, vestiti normali, modesti, magari senza macchina fotografica (che sar&aacute; mai) e passeggiate per le strade della Boca. Andate a pranzare <a href="http://www.guiaoleo.com.ar/detail.php?ID=410">all&#39;Obrero</a>, uno dei bodegnoes autentici di Buenos Aires. Al limite lasciatevi pervadere dalla malinconia e dalla decadenza del quartiere, ma almeno potrete dire di aver visto la Boca davvero, con le sue scalinate in cemento che ricordano Genova, i suoi bambini che giocano a calcio per strada, il <a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/2280790740/in/set-72157603953360353/">teatro Giuseppe Verdi</a>, la gente. Poi quando arriverete alla fine della passeggiata vi ritroverete di fronte a Caminito, alle sue case tenute a lucido con le sovvenzioni statali, con i suoi colori un po&#39; esagerati, ma almeno avrete visto da dove vengono e non vi sentirete a Gardaland o alla Minitalia.</p>
<div class='flickr-mini-gallery ' lang=_s rel="user_id=7330581@N04&tags=&quot;caminito_largentina&quot;&min_upload_date=&max_upload_date=&min_taken_date=&max_taken_date=&license=&sort=&bbox=&accuracy=&safe_search=&content_type=&machine_tags=&group_id=&lat=&lon=&radius_units=&per_page=30&extras=" longdesc='photosearch'></div>
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		<title>Colonia, profumo di casa</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/06/19/colonia-profumo-di-casa/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 21:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Guida Turistica]]></category>
		<category><![CDATA[Non solo Capital]]></category>
		<category><![CDATA[Trasferirsi in Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[Colonia]]></category>
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		<category><![CDATA[traghetto]]></category>
		<category><![CDATA[turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Uruguay]]></category>

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		<description><![CDATA[Se non hai il famoso DNI, residenze e documenti vari, se vivi sotto le mentite spoglie di un&#8217;eterna turista, prima o poi, il viaggio a Colonia ti tocca! L&#8217;alternativa &#232; l&#8217;ufficio di Migraciones, altri 3 mesi a 300 pesos, ma questo si pu&#242; fare solo alla prima ronda. Allo scadere dei 90 giorni, decido per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non hai il famoso DNI, residenze e documenti vari, se vivi sotto le mentite spoglie di un&rsquo;eterna turista, prima o poi, il viaggio a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Colonia_del_Sacramento">Colonia</a> ti tocca! L&rsquo;alternativa &egrave; l&rsquo;ufficio di <a href="http://www.migraciones.gov.ar/">Migraciones</a>, altri 3 mesi a 300 pesos, ma questo si pu&ograve; fare solo alla prima ronda. Allo scadere dei 90 giorni, decido per il viaggio fuori confine, traghetto e gita mi costano sicuramente meno e, poi, a Colonia non ci sono mai andata. Se solo fossi stata pi&ugrave; decisa su data e orari di partenza, avrei risparmiato pi&ugrave; della met&agrave;: la guerra delle offerte che si lanciano settimanalmente le agenzie che gestiscono i traghetti permettono di raggiungere l&rsquo;Uruguay con una cifra minima. Il venerd&igrave;, al momento del giro di perlustrazione su internet, &egrave; gi&agrave; tutto completo. Decido, allora, di <a href="http://www.viajaracolonia.com.ar/Como_llegar.htm">visitare direttamente le agenzie</a>, tutte, per fortuna, concentrare comodamente nella stessa cuadras sull&rsquo;Avenida Cordoba appena dopo la 9 de Julio. Strappo uno degli ultimi posti a 189 pesos, andata e ritorno in giornata. Chiunque viva qui da pi&ugrave; di 6 mesi conosce bene questo escamotage del viaggetto a Colonia. Ma quanti &ldquo;turisti&rdquo; hanno scelto di andare a Colonia una fredda domenica, nel mese del mondiale? Tanti, tantissimi. Li ritrovo tutti in fila nella hall della Buquebus a Puerto Madero, la mattina della partenza.&nbsp; Un&rsquo;ora prima dell&rsquo;imbarco, qui, si raccolgono e si smistano tutti i clienti delle diverse agenzie: il check-in, il passaggio alla dogana e poi &ldquo;il barco&rdquo;. Il mio, piccolo e spartano, quasi affonda al lato del bestione della Buquebus che sta stipando da mezz&rsquo;ora code di persone; in un&rsquo;ora e in versione smart, mi porter&agrave; ugualmente a destinazione e poco importa se ha o meno la prima classe. A bordo trovo hostess, facturas, riviste e Duty-free. Arrivo a Colonia de Sacramento alle 11, in piena mattina, aria fresca sul viso e strade deserte. Silenzio. Calma assoluta. Pace. Ma dove sono? La prima assurda sensazione che percepisco &egrave; quella di sentirmi a casa. Non c&rsquo;&egrave; nessuno intorno, tutti dissolti, risucchiati da taxi e autobus per Montevideo, e io continuo stranamente a rilassarmi. Spalle morbide, passo tranquillo, allento la presa sulla borsa e percorro la via verso il centro. Stradine, case basse, fiori alle finestre, vecchiette alla porta, una dimensione e una confidenza che riconosco passo dopo passo. Colonia, cosi raccolta e immobile, mi riporta immediatamente indietro nel tempo, nei miei ricordi, nel mio piccolo paese d&rsquo;origine dove, per&ograve;, non c&rsquo;&egrave; un Rio, non c&rsquo;&egrave; un faro e neppure le case colorate di rosso. Le auto d&rsquo;epoche appoggiate ai colori delle case, il mate ovunque, il chivito e i gol di una Germania accompagnati da piccole bandierine che alcuni turisti sventolano in un bar, riempiono le mie ore. Il grigiore del cielo, le strade acciottolate, la piazzetta nascosta dietro il campanile e gi&ugrave;, altro scivolone ripido nella pi&ugrave; semplice delle nostalgie, quella di casa. Ancora qualche ora e poi mi risveglier&ograve; tra le luci gialli e azzurre di Puerto Madero. Una corsa verso il colectivo, un soffio e si aprono le porte e le braccia di Buenos Aires. Bentornata.</p>
<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 009.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="145" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 009.jpg" vspace="3" width="100" /></a> &nbsp;&nbsp; <a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 018.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="178" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 018.jpg" vspace="3" width="100" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 025.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="93" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 025.jpg" style="height: 93px; width: 131px; " vspace="3" width="131" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 034.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="84" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 034.jpg" vspace="3" width="150" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; <a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 041.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="95" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 041.jpg" vspace="3" width="150" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; <a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 039.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="92" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 039.jpg" vspace="3" width="150" /></a>&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 047.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="178" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 047.jpg" vspace="3" width="100" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 044.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="2" height="97" hspace="2" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 044.jpg" style="height: 97px; width: 129px; " vspace="2" width="129" /></a></p>
<p>&nbsp;&nbsp; &nbsp; <a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 026.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="99" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 026.jpg" style="height: 99px; width: 106px; " vspace="3" width="106" /></a> &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; <a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 028.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="178" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 028.jpg" vspace="3" width="100" /></a></p>
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