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	<title>L&#039;Argentina &#187; Non solo Capital</title>
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	<description>Italiani in Argentina</description>
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		<title>Landgrábbami questo (o il Ritorno dei Pinguini)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 11:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fritz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Non solo Capital]]></category>
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		<description><![CDATA[C’era questo amico mio che diceva: hai visto? Affonda una petroliera, e per tre giorni non si parla d’altro che di pinguini, i pinguini sporchi di petrolio, si estinguono i pinguini. Il quarto giorno i pinguini scompaiono, non ne parla più nessuno, non ne sapremo mai più niente. Ecco, un po’ la stessa cosa era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-13424" title="lg" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/lg.jpg" alt="" width="350" height="285" /></p>
<p style="text-align: justify;">C’era questo amico mio che diceva: hai visto? Affonda una petroliera, e per tre giorni non si parla d’altro che di pinguini, i pinguini sporchi di petrolio, si estinguono i pinguini. Il quarto giorno i pinguini scompaiono, non ne parla più nessuno, non ne sapremo mai più niente.<br />
Ecco, un po’ la stessa cosa era successa con questa storia dei cinesi a Rio Negro, da fine agosto era scomparsa dai media e da google, non se ne sapeva piu niente, come per i pinguini.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece ieri all’improvviso i pinguini sono tornati, ripuliti e pettinati.<br />
Riassunto: il governo della provincia di Rio Negro, nella persona dell’ex governatore Saiz, aveva firmato un accordo di cooperazione con un’impresa statale della Repubblica Popolare Cinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Quali erano i punti dell’<a href="http://www.grr.org.ar/rionegro-china/acuerdo-saiz-china.pdf">accordo</a>?<br />
- La provincia cedeva ai cinesi 20.000 ettari coltivabili in affitto ventennale. Questa terra, secondo il Gov., era di proprietà di privati e i privati avrebbero firmato (volontariamente) ognuno il suo contrattino d’affitto con l’impresa cinese.<br />
- La provincia avrebbe cooperato con l’impresa della RPC ad uno studio di fattibilità per la messa a coltura irrigua di altri 235.000 (duecentotrentacinquemila). Demaniali? Di proprietà? Liberi? Occupati? Mistero.<br />
- La provincia avrebbe collaborato (ad esempio cedendo gratis i terreni) all’adattamento del porto di San Antonio Este, che sarebbe stato utilizzato come via d’uscita dei prodotti agricoli verso la Cina, e affidato per 50 anni rinnovabili all’impresa orientale.<br />
- La provincia si impegnava ad una serie di prestazioni gratuite, dall’intercessione presso le istituzioni nazionali, alla costruzione di uffici, alla disponibilità dell’aeroporto, a un campetto sperimentale di 3000 ettari.<br />
- In cambio, la manodopera del megaprogetto agro-portuale sarebbe stata tutta locale, e alla fine del contratto si sarebbe ereditato tutto, dal know-how alle infrastrutture, ai miglioramenti agricoli. E poi c’era la vendita dei prodotti, che sarebbero stati conferiti sì alla ditta cinese, ma mica gratis.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, un affarone per tutti, win-win. Alla fine di agosto, dopo alcuni mesi che il preaccordo era stato firmato, il governatore uscente aveva presentato la creatura in una conferenza stampa piuttosto conflittiva, e poi l’aveva trasmessa al parlamento sotto forma di decreto, subito prima che il suo candidato Barbeito fosse sconfitto alle elezioni provinciali. Qualcuno, e con qualche ragione, lo aveva accusato di favorire un&#8217;impresa neocoloniale, e lì era uscito il discorso del <a href="http://www.newsecuritybeat.org/2011/07/in-rush-for-land-is-it-all-about-water.html">landgrabbing</a>, cioè di quel fenomeno per cui alcuni paesi (Cina, Arabia Saudita, Gran Bretagna, Emirati, Corea del Sud per esempio) si assicurano alimenti e prodotti agricoli per il prossimo futuro accaparrandosi terra a botte di migliaia di ettari in altri paesi dai sistemi legali di dubbia efficacia.<br />
Ecco, appunto, questa è la novità degli ultimi giorni, abbiamo un sistema giudiziario che <a href="http://www.adnrionegro.com.ar/index.php/es/portada/3698-stj-avala-suspender-la-aplicacion-del-convenio-agroalimentario-con-china-y-propone-que-soria-reencauce-el-proyecto">ha battuto un colpo</a>, e bello forte.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giudice Sodero Nievas, presidente del Tribunale Superiore di Rio Negro, in risposta ad un’istanza della deputata Horne, ha sospeso tutto con una <em>medida cautelar</em>, che serve appunto a fermare iniziative di dubbia legalità ai fini di non vulnerare diritti intanto che si decide sulla questione giuridica. Nelle <a href="http://www.adnrionegro.com.ar/doc/232.doc">pagine della sentenza</a>, che a me da profano sembra più che altro una serie di mazzate in testa all’ex-governatore, il giudice nega la possibilità di sottoscrivere contratti del genere con stati stranieri (l’impresa cinese è appunto statale), si domanda come sia possibile per lo stato provinciale impegnarsi ad affittare terreni di proprietâ di terzi (questa era grossa, no? io ero convinto che ci fosse un errore, non poteva essere… invece era), definisce il decreto <em>un precario instrumento que ni siquiera tiene el rango de preacuerdo</em> e si rifiuuta di analizzarne la costituzionalità proprio in virtù della sua pochezza legale. Poi si lancia in una lezione su come si deve fare una valutazione d’impatto ambientale, sul principio di precauzione… diciamo che ha dei consulenti piuttosto conservazionisti. Ma insomma il succo della sentenza è “se proprio dovete provarci, almeno cercate di salvare le forme”. L&#8217;impresa di stato cinese ha ritirato i suoi tecnici dalla zona, e secondo <a href="http://www.cronista.com//contenidos/2011/11/24/noticia_0073.html">Cronista</a> <em>mette in dubbio la continuità del progetto</em>.</p>
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		<title>Bimbi e motori&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 12:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fritz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non solo Capital]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
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		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
		<category><![CDATA[traffico]]></category>

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		<description><![CDATA[Noi cordobesi e il codice della strada]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/bimbimotori.jpg" rel="lightbox[12217]"><img class="alignnone size-medium wp-image-12224" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/bimbimotori-300x250.jpg" alt="" width="300" height="250" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Questa signora González l&#8217;altro giorno si è persa per strada la figlia. Letteralmente: la bambina sarebbe caduta dal sedile posteriore dell&#8217;auto in un curvone a La Falda, valle di Punilla, Córdoba, lo sportello si sarebbe richiuso e la signora si sarebbe accorta della mancanza della figlia dopo 5-6 km, all&#8217;arrivo a destinazione a Huerta Grande. Tutti questi condizionali perché la dinamica non è poi così chiara. Ad ogni modo qualcuno ha trovato la bimbetta tutta raspata sull&#8217;asfalto e l&#8217;ha portata alla stazione di polizia. Adesso la faccenda è diventata un caso giudiziario, perché la bambina è stata <a href="http://www.eldiariodecarlospaz.com/ampliar_noticia.php?id_noti=1292">tolta alla madre</a> ed affidata ai nonni.</p>
<p style="text-align: justify">Al telegiornale, alla sera, erano scandalizzati. <strong><em>Ma come, non v&#8217;è chi non sappia che i bambini vanno assicurati sull&#8217;apposito seggiolino!</em></strong> A parte la signora de La Falda, che effettivamente si è distratta un po&#8217; troppo, diciamo che la messa in sicurezza non è proprio il nostro forte, quaggiù, e i telegiornalisti queste cose dovrebbero saperle. Mai viste le moto con mamma, papà, bebé sandwich in mezzo e fratellino grande sul serbatoio? Le Renault 12 dell&#8217;82 con autista e 6-7 ragazzini in grembiule alle 7.30 di mattina? Solo io abito vicino ad una scuola? Macché, tutti appena arrivati da Oslo.</p>
<p style="text-align: justify">In questi casi è forte la tentazione-Susanita: <em>questi poveri, invece di comprarsi la <a href="http://www.dodge.com.ar/journey/index.html">journey</a> guarda come fanno viaggiare i figli! Così non miglioreranno mai, è che proprio non conoscono né regole né buon senso.</em></p>
<p style="text-align: justify">Il fatto è che le regole ci sono e non sono poi molto diverse da quelle di Oslo, solo che da parte di chi dovrebbe farle rispettare non c&#8217;è esattamente un martellamento. Sì, se ti becca la stradale (preferibilmente sulla circonvallazione o su qualche strada turistica) ti fa nero, ma in città &#8211; e soprattutto fuori dal centro &#8211; si chiude volentieri un occhio, quando non tutti e due. (E se ne approfittano anche un po&#8217;  le varie signore González che invece  un piccolo sforzo in più per la sicurezza potrebbero farlo.) D&#8217;altra parte se ci mettiamo a fare i fiscali, qua non si muove più nessuno: se uno esce con i ragazzini appesi al manubrio vuol dire che non ha molte altre chances. Quindi per ora ci si fida del buon senso e dell&#8217;istinto genitoriale&#8230; per fare le cose secondo il manuale, aspettiamo di potercelo permettere.</p>
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		<title>&#8230;e con questa ci ammazziamo le cimici</title>
		<link>http://www.largentina.org/2011/04/12/e-con-questa-ci-ammazziamo-le-cimici/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 02:45:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fritz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Le azioni del governo di Cordoba per combattere il mal di Chagas]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 385px"><img class=" " src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/rancho.jpg" alt="" width="375" height="252" /><p class="wp-caption-text">foto: nuestronortedigital.com.ar</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ogni tanto escono queste pubblicità del governo provinciale: &#8220;inaugurate enne abitazioni nel programma di eliminazione delle case-ranchos&#8221;; oggi dieci, domani venti, siamo già oltre le 500, cioè la metà di quelle previste.</p>
<p style="text-align: justify;">Magari visto che i soldi sono di tutti si potrebbe far pubblicità un po&#8217; meno spesso, o solo alla fine del progetto, ma d&#8217;altra parte sti giornali dovranno pure campare. Comunque l&#8217;importante sono le case; il rancho è la costruzione tipica delle zone rurali, così pittoresca con le sue pareti di mattoni crudi e l&#8217;intonaco precario.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanto pittoresca e accogliente che le <a href="http://www.scielo.br/img/revistas/ne/v32n1/15563f2.jpg" rel="lightbox[12182]">triatomine</a>, emitteri ematofagi &#8211; insomma, grosse cimici, fanno volentieri il nido negli anfratti delle pareti e del tetto. Queste triatomine ospitano il Trypanosoma cruzi, parassita che provoca il mal di Chagas.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa funziona così: tu ti addormenti nel rancho, la cimice ti salta addosso, ti punge per succhiarti il sangue e defeca. Tu ti gratti, e il parassita (hai capito dove stava nascosto?) entra nel sangue.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Chagas però è una questione un po&#8217; più seria di come l&#8217;ho messa giù. Chi volesse approfondire ne trova una completa descrizione <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Malattia_di_Chagas">sulla wiki</a>. Per tenerci sull&#8217;essenziale, è una malattia endemica in buona parte dell&#8217;America latina, si calcola qualche milione di persone infette di cui 40.000 (secondo la wiki) all&#8217;anno morirebbero per le cardiopatie provocate dal parassita. Secondo il ministero della sanità argentino i morti nel paese sarebbero circa 400 all&#8217;anno&#8230; a me questi numeri non sembrano molto definitivi, anche perché il Chagas è malattia tipica delle zone rurali isolate, quindi dev&#8217;essere piuttosto difficile tenere i conti. Però insomma, a spanne.</p>
<p style="text-align: justify;">A parte le disinfestazioni periodiche, l&#8217;arma più potente contro il Chagas è il miglioramento delle condizioni ambientali. Di qui la sostituzione dei ranchos con case di mattoni cemento e intonaco, più igieniche e che offrono meno ricoveri per le cimici. La <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19753485">ricerca è al lavoro</a> per trovare un vaccino &#8211; anche se si tratta di una di quelle malattie-dei-poveri su cui si dice che non convenga investire &#8211; ma la strada sembra ancora lunga.</p>
<p style="text-align: justify;">In Argentina la malattia è anche nota come Chagas-Mazza, dal nome del dr. Salvador Mazza, pioniere della ricerca nel paese. Su di lui e sulle sue peripezie medico-sociali (non se lo filava nessuno, pare) c&#8217;è in giro uno di quei filmoni storici da-far-vedere-a-scuola (bello, però, la Scienza contro i filistei). Si intitola <a href="http://www.imdb.com/title/tt0109385/">Casas de fuego</a>, e se non lo trovaste al vostro videoclub di fiducia, scommetto che su Taringa invece sì.</p>
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		<title>Anche i ricchi spendono</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Oct 2010 03:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fritz</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Non solo Capital]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualcuno dovrà preoccuparsi anche di loro. Il costo della vita in argentina per le famiglie ricche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 5px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/f0/Lloyd%2C_Harold_%28I_Do%29_02.jpg" alt="" width="290" height="361" /></p>
<div style="text-align: justify;">Dicesi <em>canasta básica total</em> (CBT) il costo del paniere mensile familiare standard. È un indice che ha il triste compito di definire la soglia della povertà &#8211; la famiglia che non arriva a quel livello di reddito mensile è ufficialmente povera. Ce n&#8217;è anche una versione più sinistra, limitata agli alimenti, che serve a definire gli indigenti, ma per stavolta la saltiamo.</div>
<p style="text-align: justify;">Come tutti i numeri che escono dall&#8217;istituto nazionale di statistica anche la CBT è generalmente considerata poco attendibile &#8211; se non sbaglio siamo intorno ai 1200 pesos/mese per due adulti e due bambini. Quindi ci sono qua e là panieri alternativi &#8211; tipo <a href="http://www.vidasindical.com.ar/gremios.asp?id=1420&amp;sec=33&amp;secp=27&amp;seca=10">quello dello STIA</a> &#8211; che si propongono come più aderenti alla realtà.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi pensa alle famiglie più ricche? Quanto costa la vita a chi ha redditi e abitudini da Megadirettore Galattico? Ce lo dice l&#8217;UCEMA, che periodicamente raccoglie i prezzi di articoli di alta gamma e ne ricava un <em>paniere executive</em>. Un po&#8217; come  il tuo cestino da picnic, ma di cuoio Vuitton.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo <a href="www.ucema.edu.ar/cea/pdf/cpe/cpe_octubre2010.pdf">l&#8217;ultimo rilevamento</a> il paniere-tipo della famiglia dirigenziale ammonterebbe nel Gran Buenos Aires a circa 18700 pesos mensili.</p>
<p>Un&#8217;idea di <em>necessario</em> un po&#8217; diversa da quella del resto di noi &#8211; ma d&#8217;altra parte questi mica possono andare a lavorare con la <a href="http://www.ombuindumentaria.com.ar/indumentaria-profesional.html">camicia ombu</a> come me.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembra però che la stessa idea di necessario sia molto meno cara dalle nostre parti che nella capitale. Lo dice il CPCE &#8211; approssimativamente una specie di ordine dei commercialisti &#8211; secondo il quale il panierino chic a Córdoba varrebbe <a href="http://www.comercioyjusticia.com.ar/2010/10/14/cordoba-es-mas-barata-para-las-familias-%20de-ejecutivos/">intorno ai 10.000 pesos</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">È solo una stima, e sarebbe interessante approfondire un po&#8217;. Che i cordobesi siano più sobri credo si possa dire senza dubbio. Per il resto, butto là un paio di ipotesi, il risparmio viene probabilmente più dal lato delle rette delle scuole private e dalle spese condominiali nei countries, piuttosto che dal prezzo dei canapé al salmone. O magari è solo un piano perverso per abbassare gli stipendi ai dirigenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Voi direte: &#8220;a Fritz, noi mica siamo manager rampanti della Milano-da-bere, ma che ce frega? ma che cemporta?&#8221;. Io credo che invece vemporta sì, perché <a href="http://www.largentina.org/2010/06/08/se-potessi-avere-887-pesos-al-mese/">come si è detto</a> svariate volte su questo blog, </em><em>se doveste pensare di venire in Argentina, </em><em>il vostro paniere-base sarebbe più simile a questo VIP che a quello dell&#8217;argentino medio. Meditate, gente.</em></p>
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		<title>Mondi vicini e lontani</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 04:50:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tanoka</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando uno pensa alle persone ricche di questo paese, le immagina chiuse nei country, nei barrios privados, nei loro castelli d&#8217;avorio, assediati da orde di villeros assatanati che non gli lasciano nemmeno mettere fuori il naso. Questo sará forse vero per altri paesi, per altre realtá, magari anche sudamericane. Per quanto riguarda invece questa cittá [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a href="http://farm5.static.flickr.com/4152/5033517396_b29047c559_b.jpg" rel="lightbox[8600]"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4152/5033517396_b29047c559.jpg" alt="" width="500" height="338" /></a><p class="wp-caption-text">Perú-Beach, Acassuso</p></div>
<p style="text-align: justify;">Quando uno pensa alle persone ricche di questo paese, le immagina chiuse nei country, nei barrios privados, nei loro castelli d&#8217;avorio, assediati da orde di villeros assatanati che non gli lasciano nemmeno mettere fuori il naso. Questo sará forse vero per altri paesi, per altre realtá, magari anche sudamericane. Per quanto riguarda invece questa cittá c&#8217;è un fattore per così dire geografico di cui tenere conto: il fiume. Quello stesso fiume che qui in cittá è una fogna a cielo aperto alla Boca e nella zona sud, e che poi diventa un elemento superfluo e ignorato lungo la costa cittadina. Questo stesso fiume dimenticato e bistrattato si trasforma dall&#8217;altra parte della General Paz, la circonvallazione che circonda Buenos Aires, e diventa protagonista insostituibile della vita di coloro che vivono in questa parte della provincia, a distanze &#8220;pendolabili&#8221; dal centro cittadino. Non sono solo famiglie ricche, ma sicuramente sono i benestanti, lettaralmente coloro che stanno bene, che vivono meglio, con la migliore qualitá di vita. Localitá come Vicente Lopez, Olivos, Martinez, Acassuso (localitá della foto del post), San Isidro sono localitá che distano una trentina di chilometri dal centro della vita lavorativa di questa cittá, ma che sembrano distare anni luce. Realtá assolutamente inimmaginabili per esempio per un turista straniero che passa qualche giorno qui a Buenos Aires. Quindi se siete turisti ma non per caso e avete il desiderio di capire come vivono gli abitanti di questa cittá, se vi interessano i risvolti sociali di una megalopoli complessa come questa io un salto da quelle parti lo farei. Non solo per andare al Tigre a visitare il Mercado de Frutos o il delta del fiume Paraná, ma anche per vedere come vivono queste persone. Non vi aspettate Beverly Hills o Las Vegas, ricconi sfrenati su Rolls-Royce cabrio. No, ci troverete un ambiente e persone molto simili ad una certa italia. Un male o un bene? La risposta la lascio a voi, questione di gusti.</p>
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		<title>GAStano</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 12:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lolly</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Non solo Capital]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho vissuto nella ridente cittadina di Pedro Luro un intero anno di servizio civile e una volta ho chiesto, per scherzo, se non c&#8217;era nessun &#8220;gallego&#8221; (spagnolo) che faceva concorrenza al tano. La risposta è stata molto semplice : No,porque si no, El tano lo mata! (&#8220;no,perchè se no il tano lo uccide!)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/gas-Medium.jpg" rel="lightbox[8289]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8290" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/gas-Medium.jpg" alt="" width="559" height="422" /></a></p>
<p>Ho vissuto nella ridente cittadina di <a href="http://http://www.pedroluroonline.com.ar/">Pedro Luro</a> un intero anno di servizio civile e una volta ho chiesto, per scherzo, se non c&#8217;era nessun &#8220;gallego&#8221; (spagnolo) che faceva concorrenza al tano.<br />
La risposta è stata molto semplice : <em>No,porque si no, El tano lo mata</em>! (&#8220;no,perchè se no il tano lo uccide!)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Biodiversità</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Sep 2010 01:26:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lolly</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non solo Capital]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[mnci]]></category>
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		<description><![CDATA[Argentina &#8220;europizzata&#8221; e globalizzata e Argentina indigena: compatibili? Inizia a Buenos Aires il primo Congresso del Movimento Indigena Campesino, dove per la prima volta si incontreranno organizzazioni campesine e urbane. Si discuterà il modello di monopolio alimentare e la riforma agraria integrale (nel link il dettaglio delle conferenze e delle attività). Un&#8217;intervista interessante la si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a id="add_video" class="thickbox" title="Aggiungi video" href="media-upload.php?post_id=8242&amp;type=video&amp;TB_iframe=1&amp;width=640&amp;height=522"><br />
</a><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/prueba-afiche-50%.jpg" rel="lightbox[8242]"></a><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/mocase.gif" rel="lightbox[8242]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8246" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/mocase.gif" alt="" width="210" height="199" /></a><br />
<a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/cabecera-mnci.jpg" rel="lightbox[8242]"><img class="aligncenter size-full wp-image-8247" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/cabecera-mnci.jpg" alt="" width="645" height="155" /></a></p>
<p>Argentina &#8220;europizzata&#8221; e globalizzata e Argentina indigena: compatibili?</p>
<p>Inizia a Buenos Aires il <a href="http://www.biodiversidadla.org/Portada_Principal/Recomendamos/Primer_Congreso_del_Movimiento_Nacional_Campesino_Indigena">primo Congresso del Movimento Indigena Campesino</a>, dove per la prima volta si incontreranno organizzazioni campesine e urbane. Si discuterà il <a href="http://www.argentina.indymedia.org/news/2010/08/747454.php">modello di monopolio alimentare e la riforma agraria integrale</a> (nel link il dettaglio delle conferenze e delle attività).</p>
<p>Un&#8217;intervista interessante la si può ascoltare <a href="http://www.radiomundoreal.fm/El-proceso-necesario">qui</a>, nella Radio Mundo Real FM, Amici della terra.</p>
<p>Il MNCI è nato nel 1996 da alcune famiglie preoccupate per l&#8217;agricoltura familiare. Con perseveranza è cresciuto come corpo organico e politico e si è sviluppato in 10 province argentine con la partecipazione attiva di più di 20 mila famiglie (del campo e della città). Appartengono al Movimento il <a href="http://mocase-vc.blogspot.com">Mocase</a> (Movimiento Campesino di Santiago del Estero), e quello di <a href="http://www.movimientocampesinodecordoba.blogspot.com">Cordoba</a>, la Union de Trabajadores Rurales sin Tierra (UST) del interior e altre organizzazioni urbane di Buenos Aires e provincia.</p>
<p>Non mancheranno dibattiti sulla<a href="http://www.largentina.org/2010/09/08/la-figlia-di-frankenstein"> bibita preferita della figlia di Fritz</a>! no?</p>
<p>Vi lascio tre canzoni. Una per ogni artista che accompagnerà la chiusura del congresso. Musicisti incredibili e difensori instancabili delle cause dei popoli indegeni (e non solo!). La prima di <a href="http://www.arbolitofolklore.com.ar">Arbolito</a>, il mio gruppo preferito argentino, la seconda di Ruben Patagonia (ci son parole per definirlo?) e la terza del mio idolo Raly Barrionuevo.</p>
<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/01-baila-baila.mp3">Baila baila</a></p>
<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/08-Kolla-En-La-Ciudad.mp3">Kolla En La Ciudad</a></p>
<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/Circo-Criollo.mp3">Circo Criollo</a></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Concorso &#8220;Escarbando Raices&#8221;</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/09/01/concorso-escarbando-raices/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 19:25:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tanoka</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunitá italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Foto&Video]]></category>
		<category><![CDATA[Non solo Capital]]></category>
		<category><![CDATA[consolato di mendoza]]></category>
		<category><![CDATA[escarbando raices]]></category>
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		<description><![CDATA[La USEF nella sua sede di Mendoza organizza insieme al Consolato e ad altre istituzioni la seconda edizione del Concorso &#8220;Escarbando Raíces&#8221; dedicato alla storia dell&#8217;immigrazione italiana in argentina. Ci sono due sezioni, una di Fotografia e una di Documentazione e il termine ultimo per la prestazione dei progetti è il 31 di Marzo 2011. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.consmendoza.esteri.it/NR/rdonlyres/74E35E14-41B0-44B5-BADC-D59F65A7BB1F/30591/concorso_web.JPG" rel="lightbox[8100]"><img class="alignnone" src="http://www.consmendoza.esteri.it/NR/rdonlyres/74E35E14-41B0-44B5-BADC-D59F65A7BB1F/30591/concorso_web.JPG" alt="" width="269" height="289" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La USEF nella sua sede di Mendoza organizza insieme al Consolato e ad altre istituzioni la seconda edizione del Concorso &#8220;Escarbando Raíces&#8221; dedicato alla storia dell&#8217;immigrazione italiana in argentina. Ci sono due sezioni, una di Fotografia e una di Documentazione e il termine ultimo per la prestazione dei progetti è il 31 di Marzo 2011. Il regolamento lo trovate nel <a href="http://www.consmendoza.esteri.it/Consolato_Mendoza/Archivio_News/nota_publicidad_rentas.htm">sito del Consolato</a> e per maggiori informazioni c&#8217;è anche un <a href="http://escarbandoraicesdos.blogspot.com/">blog dedicato</a> e un indirizzo email a cui  rivolgersi: antoninacascio@yahoo.com.ar</p>
<p>Letto su <a href="http://tuttoapostoradio.blogspot.com/2010/08/2da-edicion-del-concurso-escarbando.html">Tutto a posto</a>.</p>
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		<title>Arrivi e partenze</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 02:27:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non solo Capital]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[chivilcoy]]></category>
		<category><![CDATA[dia del ferrocarril]]></category>
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		<description><![CDATA[Scelgo un giorno a caso per il mio primo viaggio in treno e questo coincide con el Dia del Ferrocarril. Il 30 agosto del 1857 venivano inaugurati i primi 9 km di ferrovia che collegavano il centro di Buenos Aires con la stazione di Floresta. La rete ferrovia argentina attualmente è quasi inesistente. Decine e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scelgo un giorno a caso per il mio primo viaggio in treno e questo coincide con <a href="http://www.eldia.com.ar/edis/20100830/laciudad0.htm">el Dia del Ferrocarril</a>. Il 30 agosto del 1857 venivano inaugurati i primi 9 km di ferrovia che collegavano il centro di Buenos Aires con la stazione di Floresta. La rete ferrovia argentina attualmente è quasi inesistente. Decine e decine di pueblitos, dove un tempo fischiavano i treni, restano custodi di queste lunghe gambe di ferro sulle quali l’argentina non corre più. Un film di Pino Solanas <a href="http://www.pinosolanas.com/proxima_estacion_info.htm">La proxima estacion</a> può chiarire le idee di quello che è stato e di quello che è oggi la rete ferroviaria argentina.</p>
<p>La mia esperienza, dopotutto, positiva: partenza dalla stazione di Once, biglietto emesso solo dietro numero di documento, prezzo del viaggio decisamente economico. Destinazione Chivilcoy, paesone dell’interior a tre ore di viaggio. Partenza e arrivo in orario, dai visi stupefatti di chi  mi accompagna capisco che non è la norma. Il treno, un bel po’ vecchiotto, racchiude sprazzi di tecnologia insperata nella pelle secca dei suoi sedili: un gesto deciso e veloce duplica o divide, a seconda dell’occorrenza, lo spazio dei posti a sedere. Roba da abracadabra! Ma la magia sicuramente è più forte quando al posto del solito banale cartellone degli avvisi, nella stazione d’arrivo, trovo questa lavagna, dove, suppongo (e spero), solo il capostazione segnali orari e comunicazioni varie.</p>
<p style="text-align: center">
<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/chivilcoy_tren-001.jpg" rel="lightbox[8074]"></a><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/chivilcoy_tren-001.jpg" rel="lightbox[8074]"></a><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/chivilcoy_tren-001..jpg" rel="lightbox[8074]"><img class="alignnone" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/chivilcoy_tren-001.jpg" alt="" width="560" height="314" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Salta che ti passa</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Aug 2010 02:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pez</dc:creator>
				<category><![CDATA[Non solo Capital]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[friuli venezia giulia]]></category>
		<category><![CDATA[proyecto delo]]></category>
		<category><![CDATA[salta]]></category>

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		<description><![CDATA[Salta è una cittadina di circa 600 mila abitanti situata nel nord ovest dell’Argentina, a poco più di 400 chilometri dal confine con la Bolivia. Gli argentini la chiamano “la linda”, per la sue innegabili bellezze, soprattutto naturali. Una città in forte crescita, principalmente per due motivi: la prima è il turismo, che genera crescita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salta è una cittadina di circa 600 mila abitanti situata nel nord ovest dell’Argentina, a poco più di 400 chilometri dal confine con la Bolivia. Gli argentini la chiamano “la linda”, per la sue innegabili bellezze, soprattutto naturali. Una città in forte crescita, principalmente per due motivi: la prima è il turismo, che genera crescita economica,  mentre la seconda è demografica, ed è data dal movimento di tante famiglie povere che dalle campagne si spostano ai margini della città in cerca di un’esistenza migliore. Ora che vi siete figurati i poveri, la città e il turismo, sappiate che la più grande comunità di italiani della città è quella friulana, e che alcuni anni fa il loro amore per la terra d’origine è stato premiato da un gemellaggio col comune di Monfalcone, con tanto di visita del sindaco dall’Italia. Adesso immaginatevi che dalla regione Friuli venga approvato e finanziato un progetto di cooperazione internazionale proprio per la città di Salta. Pochi soldi, ma tanta buona volontà.</p>
<p>﻿﻿<a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/IMG_8339.jpg" rel="lightbox[7796]"><img class="alignleft size-medium wp-image-7801" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/IMG_8339-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Questo progetto si è materializzato con il nome di <a href="http://www.proyectodelo.com.ar/">De.Lo.</a>, che sta per Desarrollo Local. Io ho saputo della sua esistenza perché un giorno di alcuni mesi fa Mauro, coordinatore del progetto ma soprattutto caro amico, mi ha chiamato per chiedermi una mano proprio con questo progetto. Visto che i soldi arrivano dall’Italia c’è da fare qualche traduzione, presentazioni e cose del genere mi disse Mauro, e io risposi che avrei dato una mano volentieri. Il Delo si è sviluppato in direzione di quei poveri di cui parlavamo all’inizio. Come mi ha spiegato Pablo, antropologo e membro del team di lavoro, quella gente, che poi sono soprattutto famiglie, si installa alla periferia della città occupando abusivamente pezzetti di terra libera e vivendo, sostanzialmente, di poco e niente. Vi starete chiedendo come Mauro, Pablo e gli altri abbiamo usato i soldi (che ribadisco erano davvero pochi) per migliorare questa situazione. Bene, hanno pensato di dare a questa gente due tipi di corsi gratuiti. Uno di microimpresa e l’altro di certificazione di qualità; in questo modo qualsiasi cosa producano queste persone nei loro pezzetti di terra occupata, potranno almeno cercare di trasformarlo in un piccolo business che gli consenta di sopravvivere senza rubare o peggio. L’abnegazione e l’impegno di Mauro e gli altri, la gioia delle famiglie cui veniva proposto di partecipare alle selezioni per i corsi gratuiti. So che si tratta solo di un passo piccolissimo, però questo è ciò che mi è rimasto più impresso di Salta, assieme a un po’ più di speranza nel prossimo, in un mondo migliore e, però senza esagerare, anche nell’Italia.</p>
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