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	<title>L&#039;Argentina &#187; Paese che vai&#8230;</title>
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	<description>Il blog degli Italiani d&#039;Argentina</description>
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		<title>Ci vediamo da Mario (prima o poi)</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Sep 2010 01:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tanoka</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Foto]]></category>
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		<description><![CDATA[Mario è il mio macellaio. Mi vedeva che guardavo in alto e ridevo sotto i baffi. &#8220;De que te reís?&#8221; mi dice. E mi spiega. Eh sì, per colpa del Chiquito, che viveva nella stanza 18 dell&#8217;albergo di fianco alla macelleria, adesso Mario non fa piú credito a nessuno. Chiquito è ritornato a Salta, senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4958141281/sizes/l/"><img class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4133/4958141281_654c77f7b6.jpg" alt="" width="379" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Mario è il mio macellaio. Mi vedeva che guardavo in alto e ridevo sotto i baffi. &#8220;De que te reís?&#8221; mi dice. E mi spiega.<br />
Eh sì, per colpa del Chiquito, che viveva nella stanza 18 dell&#8217;albergo di fianco alla macelleria, adesso Mario non fa piú credito a nessuno. Chiquito è ritornato a Salta, senza saldare il suo debito di 200 pesos e a Mario non è andata giú. &#8220;Ojo, en el listado había dos clientes más, pero ellos se molestaron por el escrache y pagaron&#8221;.<br />
Mario, genio del marketing e del recupero crediti.</p>
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		<title>La tormenta di Santa Rosa</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 03:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paese che vai...]]></category>
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		<description><![CDATA[Non sono il colonnello Bernacca e quindi non saprei dire se la piccola tempesta di vento di ieri sera fosse la mitica tormenta di Santa Rosa. Sembrava fosse lei. Per chi non lo sapesse si tratta di un evento climatico di breve durata caratterizzato da temperature basse, venti forti ed a volte violenti scrosci d´acqua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 372px"><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4940443814/"><img src="http://farm5.static.flickr.com/4096/4940443814_00419e2371.jpg" alt="" width="362" height="500" /></a><p class="wp-caption-text">Puerto Madero, Buenos Aires</p></div>
<p style="text-align: justify">Non sono il colonnello Bernacca e quindi non saprei dire se la piccola tempesta di vento di ieri sera fosse <a href="http://www.largentina.org/2009/08/28/la-tormenta-de-santa-rosa/">la mitica</a> tormenta di Santa Rosa. Sembrava fosse lei. Per chi non lo sapesse si tratta di un evento climatico di breve durata caratterizzato da temperature basse, venti forti ed a volte violenti scrosci d´acqua accompagnati da tuoni e saette. Sistematicamente si manifesta nel cono australe ed in Argentina tra il 25 agosto ed il 5 di settembre. Puntuale come un orologio svizzero. La sua comparsa ci dice che stá finendo l´inverno ed inizia la primavera. Si tratta di un grande fenomeno atmosferico climatico regionale annuale causato dallo scontro tra enormi masse di aria fredda e calda. Per il momento l´appuntamento con questo fenomeno si ripete con impressionante precisione. La cosa mi rallegra perché ció significa che certi macro cicli naturali, nonostante tutto, funzionano ancora. Il nome deriva da una leggenda che racconta della preghiera pronunciata dalla religiosa peruviana Rosa a mezzo della quale si invocava il Signore per impedire lo sbarco dei pirati olandesi a Lima. E tempesta fu. I cattivi non sbarcarono e la leggenda rimase e si estese fino all´Argentina dove venne adottata con fervore. Tutti gli anni questa tempesta mi fa capire quale sia la potenza della natura. Almeno da queste parti riesco ancora a capire di cosa si tratta.</p>
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		<title>Mi basura</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/08/27/mi-basura/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 13:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tanoka</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paese che vai...]]></category>
		<category><![CDATA[basura]]></category>
		<category><![CDATA[immondizia]]></category>
		<category><![CDATA[proprietá privata]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordate il post di Katia su Junin e i suoi cestini famigliari per la spazzatura? Ecco, capita a volte di vedere di questi cestini chiusi addirittura con un lucchetto. Chiedo aiuto a voi perché io non ne capisco il senso. Paura che gli rubino la spazzatura prima che passi il camion della monnezza? Preoccupati che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordate <a href="http://www.largentina.org/2009/11/24/junin-tanto-verde-e-basura-chic/">il post di Katia</a> su Junin e i suoi cestini famigliari per la spazzatura? Ecco, capita a volte di vedere di questi cestini chiusi addirittura con un lucchetto. Chiedo aiuto a voi perché io non ne capisco il senso. Paura che gli rubino la spazzatura prima che passi il camion della monnezza? Preoccupati che i cartoneros rovistino tra le bucce di banane famigliari e facciano un disastro sul marciapiedi davanti a casa loro? A voler pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina, quindi la mia teoria è che sia una banale questione di proprietá privata: la basura è mia e la gestisco io.</p>
<div id="attachment_7971" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/mercedes_9.jpg"><img src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/mercedes_9.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a><p class="wp-caption-text">Villa Crespo, Buenos Aires</p></div>
<p>Che poi mi domando, ma quelli del camion della spazzatura hanno la chiave?</p>
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		<title>Il punto del A PUNTO….. Appunto</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Aug 2010 03:24:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Paese che vai...]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[carne argentina]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ve la prendete a male ma ogni tanto in questo contesto mi fa piacere scrivere su quelle cose che fanno parte della mia vita e della mia professione. Come forse saprete sono giornalista specializzato in enogastronomia e vorrei parlare brevemente di un aspetto legato alla carne argentina. Mi riferisco al punto di cottura normalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ve la prendete a male ma ogni tanto in questo contesto mi fa piacere scrivere su quelle cose che fanno parte della mia vita e della mia professione. Come forse saprete sono giornalista specializzato in enogastronomia e vorrei parlare brevemente di un aspetto legato alla carne argentina. Mi riferisco al punto di cottura normalmente applicato e richiesto da queste parti. In Argentina la carne si mangia cotta in eccesso. E´una veritá che non ammette repliche o contraddittorio. Un vero peccato perché in questo magnifico territorio esiste la possibilita (oggi non é piú cosí semplice come dieci anni fa) di accedere a una carne di alta qualitá che per essere pienamente apprezzata  dovrebbe essere cotta con attenzione e sicuramente non in eccesso. A questo punto io mi chiedo: che senso ha pagare cinquanta pesos per una porzione di filetto (taglio che non mi dice nulla) al ristorante quando lo stesso viene cotto fino a trasformarlo in una specie di feltro compresso senza gusto? Voi mi direte: paese che vai usanza che trovi. E´vero. Evidentemente l&#8217;atavico terrore gaucho di contrarre malattie provenienti dalla carne poco cotta (afta epizootica) é rimasta nei geni locali. Io vi diró che nonostante tutto non si puó distruggere un prodotto cosí nobile qualsivoglia sia il contesto e la tradizione del luogo. Al ristorante, l&#8217;argentino medio giunta l&#8217;ora di specificare il punto di cottura desiderato pronuncia il classico: a punto. Il termine sembrerebbe indicare un punto di cottura ragionevole. Carne quindi non troppo cotta ne troppo rossa. La realtá é diversa. Nel dizionario gastronomico locale una carne cotta a punto é quella nella quale non si veda, neanche con l´aiuto di una lente d´ingrandimento, la piú piccola traccia di umiditá. Ovvero: recontrarecocida. E non c´é verso di cambiare idea. Come dicevamo: paese che vai usanza che trovi. Appunto.</p>
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		<title>Notto chi?</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 02:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tanoka</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un falso amico. Buono ma falso. Ho visto tanti italiani stupirsi davanti a questi piccoli frutti amarognoli, che qui si chiamano quinotos e per anni ho venduto loro la sola per cui il Chinotto, la classica bibita italiana, si fa con los quinotos. Niente di piú falso. Un tano agronomo che conoscete benissimo mi ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4819192800/sizes/l/"><img class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4079/4819192800_a777c506f0.jpg" alt="chinotto - quinotos" width="500" height="329" /></a></p>
<p>Un falso amico. Buono ma falso. Ho visto tanti italiani stupirsi davanti a questi piccoli frutti amarognoli, che qui si chiamano <em>quinotos</em> e per anni ho venduto loro la sola per cui il Chinotto, <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/12/02/declinazione-di-chinotto/">la classica bibita italiana</a>, si fa con los quinotos. Niente di piú falso. Un tano agronomo che conoscete benissimo mi ha mostrato la luce e mi ha spiegato che quelli della foto in italia si chiamano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fortunella">kumquat</a> (o fortunella o mandarino cinese) mentre la bibita si fa appunto con il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Citrus_myrtifolia">chinotto</a> (o Citrus Myrtifolia) che è una specie di mandarone dalla buccia spessa.  Qui il kumquat è una tipica pianta da giardino e ti vendono i frutti in borsette (5 pesos quelli della foto) con cui fai una <a href="http://recetas-online.com.ar/mermelada-de-quinotos/">marmellata</a> &#8220;que te la volio dire&#8221;. La bibita invece qui non c&#8217;è, visto che si beve solo in Italia e a Malta. Ah, poi esiste anche l&#8217;espressione &#8220;no me rompas los quinotos&#8221;, ma quella è un&#8217;altra storia.</p>
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		<title>Perdersi in spiaggia in Argentina</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 02:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bambini persi in spiaggia]]></category>

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		<description><![CDATA[Agosto in Italia è sinonimo di spiagge, almeno un giorno, almeno un fine settimana. Quando si va in spiaggia con i propri figli o figli di amici una delle prime preoccupazioni è “non perderli”.  La folla, i giochi, gli altri bambini, un brulicare peggiorato dal sole cocente. Io da piccola mi perdevo di proposito e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Agosto in Italia è sinonimo di spiagge, almeno un giorno, almeno un fine settimana. Quando si va in spiaggia con i propri figli o figli di amici una delle prime preoccupazioni è “non perderli”.  La folla, i giochi, gli altri bambini, un brulicare peggiorato dal sole cocente. Io da piccola mi perdevo di proposito e andavo direttamente dal bagnino che mi dava un gelato e faceva un annuncio con il microfono. Mi piaceva un sacco. Mia madre ha scoperto il mio trucco immediatamente e quando mi veniva a riprendere era di solito molto arrabbiata. Se fossi cresciuta qui in Argentina forse mi sarebbe piaciuto ancora di più. Qui si va al mare a gennaio e febbraio. La costa argentina offre molteplici alternative interessanti e anche i nostri <a href="http://www.largentina.org/2010/01/29/costa-bonita/">Tanoka</a> e <a href="http://www.largentina.org/2010/01/11/on-a-solitary-beach/">Fritz</a> hanno raccontato.  Ovviamente anche qui in Argentina capita che un bambino/a si perdano in spiaggia, e che succede?  Mi hanno raccontato che il bambino/a in questione <a href="http://www.youtube.com/watch?v=8zT5i2HFll8">viene messo sulle spalle di un adulto e si inizia ad applaudire</a>,  camminando nella spiaggia e formando una piccola carovana, finchè non si ritrovano i famigliari. Lo spiega anche l’attrice Adriana Aizemberg in una scena nel film “El abrazo partido” con una fantastica descrizione, tra l’altro, del famoso ‘grito ancestral’</p>
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		<title>La salada</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 02:43:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delfo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[la salada, mercato mayorista del trucho piú grande d'argentina]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La salada é il mercato all&#8217;ingrosso piú grande d&#8217;argentina, un dedalo di banchetti e bancarelle piú o meno legali distese ad est del cono urbano, dove é possibile comprare di tutto di piú, ma soprattutto é il regno del &#8216;trucho&#8217;, ovvero del falso.</p>
<p><a href="http://www.pagina12.com.ar/diario/sociedad/3-41185-2004-09-18.html" target="_blank">Si calcola</a> che in un solo giorno si arrivi a vendere per circa 12 milioni di pesos, c&#8217;é gente che viene fin qui da ogni angolo dell&#8217;argentina in autobus per tuffarsi in questa immensa bolgia di merce di dubbia provenienza e certo costo.</p>
<p>Si comincia alle nove di sera e si va avanti fino a mezzogiorno del giorno seguente. La salada nasce in realtá dalla fusione spontanea di tre distinte ferias attorno alle quali nascono e vivono come funghi in simbiosi altrettante attivitá illegali.</p>
<p>Vedere per credere.</p>
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		<title>El piropo</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/08/12/el-piropo/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Aug 2010 01:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delfo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Paese che vai...]]></category>
		<category><![CDATA[piropo]]></category>

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		<description><![CDATA[il piropo, nobile arte argentina]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://4.bp.blogspot.com/_ZY9bDkvBVqc/ShBe_mrjf8I/AAAAAAAAAEc/bcj6Y5JeVl4/s1600/piropo.jpg" alt="" width="368" height="340" /></p>
<p>Il piropo è l&#8217;aggeggio linguistico che ti permette di rompere il ghiaccio, la freccia scoccata per agganciare una donna, l&#8217;esca simpatica per accalappiare una passante, la frase che detta al momento giusto alla donna giusta, permette di dischiuderne il sorriso.</p>
<p>Storicamente era una <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Piropo">pietra preziosa</a> offerta come pegno d&#8217;amore.</p>
<p>Gli argentini sono riconosciuti come maestri universali del piropo e credo non esista donna che abbia camminato sola per le strade di Buenos che non si sia vista regalare un piropo da un taxista, un barista, un venditore o un passante.</p>
<p>Dividerei i piropos argentini in due grosse categorie: quelli <em>interattivi</em>, caratterizzati da domanda retorica e risposta en seguida, e quelli <em>diretti</em>.</p>
<ul>
<li><strong>Perdona, ¿no tendremos algún amigo en común para que nos pueda presentar?</strong></li>
<li><strong>¿Te molesta si te observo un ratito?</strong></li>
<li><strong>¿Me dejás sacarte una foto? Quiero enviársela a mis amigos y demostrarles que los ángeles existen.</strong></li>
<li><strong>si esa es la cola…como estará la película!</strong></li>
<li><strong>Dios nos creo a todos pero a vos te hizo con sus propias manos mi vida</strong></li>
<li><strong>Disculpa, ¿Vos existís o yo te estoy inventando?</strong></li>
<li><strong>si los mares se juntan con los rios.. por que tu labios no se juntan con los mios??</strong></li>
<li><strong>¿Traiste vocabulario?&#8230; porque me dejaste sin palabras.</strong></li>
</ul>
<p>ne trovate altri <a href="http://chenegro.com.ar/2009/02/coleccion-de-piropos-argentinos.html">qui</a> e <a href="http://yesuissancho.blogspot.com/2007/04/piropos-o-el-chamuyo-argentino.html">qui</a>.</p>
<p>D&#8217;altro canto vorrei sfatare il mito del masculo argentino tenbroso e romantico.</p>
<p>Spesso il piropo piú che pietra preziosa é una pietra lapidale:</p>
<ul>
<li><strong>Si la grasa fuese oro,vos serías un tesoro.</strong></li>
<li><strong>Nació tan fea, que al otro día la cigüeña volvió para pedir disculpas</strong></li>
<li><strong>Bailas muy bien, apenas noto tus doscientos kilos.</strong></li>
<li><strong>A vos no te come ni el acido.</strong></li>
<li><strong>Si tu cúlo fuese una tostada, necesitaría un remo para untarla.</strong></li>
<li><strong>Sos tan fea que cuando naciste el medico buscaba la camara oculta</strong></li>
</ul>
<p>esistono piropos molto meno docili e ne sa qualcosa chi tra le donne si é trovata a passeggiare davanti ad un cantiere, gli apprezzamenti si fanno molto piú fisici e diretti, ed a volte possono risultare poco piacevoli.</p>
<p>Ciónonostante ho sentito dire da molte donne che proprio i cantieri sono una cura ricostituente, che quando non ci si vede piú belle o non ci si sente piú apprezzate basta fare due passi al cantiere dietro casa per tirare su l&#8217;autostima.</p>
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		<title>Tenes sodero?</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/08/12/tenes-sodero/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 12:42:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gabriella</dc:creator>
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		<category><![CDATA[soda]]></category>
		<category><![CDATA[sodero]]></category>

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		<description><![CDATA[Da quando finalmente ho trovato un appartamento dove fermarmi per più di qualche mese sono passata anche io a questa abitudine porteña: il sodero. Che sará mai? E’ un signore che una volta alla settimana mi consegna fin sulla porta di casa una cassa di soda (acqua con le bolle) in economiche, ecologiche e ricaricabili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4827975248/"><img class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4082/4827975248_53c3b2f9a9.jpg" alt="" width="500" height="329" /></a></p>
<p>Da quando finalmente ho trovato un appartamento dove fermarmi per più di qualche mese sono passata anche io a questa abitudine porteña: il sodero. Che sará mai? E’ un signore che una volta alla settimana mi consegna fin sulla porta di casa una cassa di soda (acqua con le bolle) in economiche, ecologiche e ricaricabili bottiglie di vetro, io compro quelle da un litro. Nel mio palazzo viene due volte alla settimana, suppongo che siamo molti che compriamo la soda da lui. La bottiglia è quella con il sifone che in Italia non si vede da parecchio tempo. In estate sono il massimo. Il rumore del sifone dal frigo inconfondibile. Ovviamente non manca una simpatica canzone, ah… <a href="http://www.youtube.com/watch?v=2tgl6F1vvME&amp;feature=related">el sodero de mi vida</a>. Per non parlare poi di tutte le fantasie che possono scaturire all’immagine del prestante sodero; passarlo all’amica, trasferirsi e portarsi dietro il sodero, commentare l’ultimo nato del barrio e chi più ne ha… Praticamente la versione argentina della famosa pubblicità della <a href="http://www.youtube.com/watch?v=G95QkL3YfKc">diet coke</a>.</p>
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		<title>Formidabile Gauchito</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 02:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paese che vai...]]></category>
		<category><![CDATA[gauchito gil]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/3186484248/sizes/l/"><img class="alignnone" src="http://farm4.static.flickr.com/3517/3186484248_ea1dc7a051.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Non so se lo avete notato, ma in cittá, in campagna, sui bordi delle strade, sotto un albero, in uno scampato, nei pressi di un passaggio a livello, insomma in qualsiasi luogo, facendo un poco di attenzione é possibile per i nostri occhi scoprire delle “macchie” rosse. Non sono muri imbrattati di scritte, o le lenzuole stese di un aspirante torero. Sono i piccoli altari, altarini e tempietti dedicati al Gauchito Gil. Sono veramente ovunque. Santo pagano, un poco divinitá e un poco leggenda, le cui immagini e raffigurazioni sono diffusissime in ogni angolo d`Argentina. E´ oggetto di assoluta devozione, soprattutto nello strato piú autentico ed umile della popolazione ed é inoltre elemento centrale della cultura popolare. Le sue origini si confondono tra la storia e la leggenda. Sembra si trattasse di tal Antonio Gil nativo della provincia di Corrientes. Un eroe della guerra contro il Paraguay vissuto a cavallo tra il 1830 e il 1870, appartenente all´esercito dei rossi (per questo motivo é sempre vestito di rosso e circondato da bandiere dello stesso colore). Venne imprigionato e condannato al morte come presunto disertore. Mentre era appeso per i piedi e a punto di essere sgozzato Gil pregó il sergente che lo stava esecutando di aspettare qualche minuto perché sapeva che sarebbe arrivata una grazia. Il sergente con noncuranza gli disse che oramai per lui era finita. Gil gli rispose che nel fondo lo sapeva ed aggiunse: “ …cuando saró morto e ti consegneranno la mia grazia ti diranno che tuo figlio sta morendo e siccome tu hai sparso il sangue di un innocente dovrai invocare il mio nome cosí intercederó davanti a Dio per salvare tuo figlio”.  Al sergente venne consegnata, purtroppo in ritardo, la grazia insieme alla notizia riguardante le condizioni del figlio. Tutto ció che aveva previsto Gil era vero e pertanto il militare invocó il suo aiuto. Il figlio guarí miracolosamente. Grazie a questa storia il Gauchito Gil é venerato come un santo buono e misericordioso. Quando passate davanti ad uno dei suoi altarini salutatelo con un colpetto di clackson ed arriverete sempre sani, salvi ed in orario alla vostra meta.</p>
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