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	<title>L&#039;Argentina &#187; Trasferirsi in Argentina</title>
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	<description>Il blog degli Italiani d&#039;Argentina</description>
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		<title>Emigrare in Argentina oggi, qualche numero</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 13:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tanoka</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Trasferirsi in Argentina]]></category>
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		<description><![CDATA[Ormai è da qualche anno che ci facciamo questa domanda: ma esiste davvero una nuova ondata migratoria italiana in argentina? o é solo una nostra sensazione e crediamo che stiano arrivando migliaia di paisá solo perché i nostri amici sono italiani? Mi fanno spesso questa domanda gli argentini (&#8220;Che, estan veniendo muchos tanos, no?&#8221;) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4921898913/sizes/z/"><img class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4119/4921898913_79bac16505.jpg" alt="" width="500" height="380" /></a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4921898913/sizes/z/"></a>Ormai è da qualche anno che <a href="http://www.largentina.org/2007/09/15/trasferirsi-in-argentina-oggi-perche/">ci facciamo</a> questa domanda: ma esiste davvero una nuova ondata migratoria italiana in argentina? o é solo una nostra sensazione e crediamo che stiano arrivando migliaia di paisá solo perché i nostri amici sono italiani? Mi fanno spesso questa domanda gli argentini (&#8220;Che, estan veniendo muchos tanos, no?&#8221;) e di riflesso me la faccio anch&#8217;io. Ma finalmente abbiamo qualche numero. Sabato La Nación ha pubblicato <a href="http://www.lanacion.com.ar/nota.asp?nota_id=1296596#lectores">un articolo</a> sull&#8217;immigrazione in argentina nell&#8217;ultimo anno. In base ai dati della Dirección Nacional de Migraciones sono 200.000 le persone che hanno regolarizzato la propria situazione migratoria. Ovviamente la stragrande maggioranza di migranti sono Peruanos, Bolivianos e Paraguayos, ma ci sono anche 7000 statunitensi e un numero non precisato (ma presumo importante) di spagnoli e italiani.  Una cifra piú precisa, ma relativa solo alle residenze permanenti, l&#8217;ho trovata nel bollettino di Migraciones, (in <a href="http://www.migraciones.gov.ar/pagina5/espanol/pdf/periodico_dnm_vol24.pdf">PDF</a>):</p>
<blockquote>
<div style="text-align: justify">En consonancia con las políticas oficiales, en el período 2004- 2009 las estadísticas de radicaciones resueltas, sólo tomando las permanentes, muestran cuál es el cuadro inmigratorio reciente: 92.457 correspondieron a ciudadanos de Bolivia, seguida por Paraguay (85.053) y Perú (48.686). La inmigración asiática quedó reflejada por China (4° puesto, con 11.891 radicaciones). Y entre los pro venientes de países centrales: EE.UU. (3.355, 8°), España (2.054, 12°) e Italia (1.235, 14°).</div>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Sembrebbe che non siamo tantissimi, ma evidentemente facciamo rumore.<br />
E proprio in questi giorni, in cui <a href="http://www.infobae.com/mundo/531879-100891-0-Zapatero-expulsa-30-mil-inmigrantes-ano">scopriamo</a> che la Spagna di Zapatero espelle ogni anno 30.000 migranti sin papeles, rincuora leggere questa frase dell&#8217;articolo de La Nación:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify">Fuentes de la Dirección Nacional de Migraciones explican que en el país no existe la figura del inmigrante ilegal, sino del extranjero con una situación migratoria irregular. Desde 2004 se crearon programas que regularizaron a más de un millón de inmigrantes.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify">Hai capito? non esiste l&#8217;immigrante illegale, esistono solo persone che non hanno ancora regolarizzato la propria situazione. Mica male, no? E non vi venga in mente la stessa botta di cinismo che mi propinava questa mattina un collega argentino: &#8220;E va beh, ma qui lasciamo entrare tutti perché qui siamo nel terzo mondo&#8221;. Qualcosa di vero c&#8217;è, ma mi piace pensare che sia un paese grande, con posto per tutti.</p>
<p style="text-align: justify">E giá che parliamo di migranti e di documenti, breve aggiornamento sul post &#8220;<a href="http://www.largentina.org/2010/02/23/fare-il-dni-argentino-in-due-mosse/">Fare il DNI Argentino in due mosse</a>&#8220;. Dopo la visita a Migraciones che vi <a href="http://www.largentina.org/2010/07/02/migrare-non-e-mai-stato-facile/">raccontai</a> un mese e mezzo fa, settimana scorsa ho ricevuto a casa il DNI argentino. Liscio come l&#8217;olio, svizzero.</p>
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		<title>Migrare non è mai stato facile</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/07/02/migrare-non-e-mai-stato-facile/</link>
		<comments>http://www.largentina.org/2010/07/02/migrare-non-e-mai-stato-facile/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 05:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tanoka</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tanos]]></category>
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		<description><![CDATA[Cambia artiglieria Usa l&#39; energia Pretendi i tuoi diritti Per primo quelli scritti Cerca di lottare come se fosse amare Quello &#232; il dinosauro Non devi farlo alzare &#160;&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160;Litfiba &#8211; 1998 Esci dalla stazione di Retiro o dalla metropolitana e ti trovi in una zona che potrebbe tranquillamente essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4753575495/"><img alt="" height="360" src="http://farm5.static.flickr.com/4094/4753575495_5852b9dc40.jpg" width="500" /></a></p>
<p><em>Cambia artiglieria<br />
	Usa l&#39; energia<br />
	Pretendi i tuoi diritti<br />
	Per primo quelli scritti<br />
	Cerca di lottare come<br />
	se fosse amare<br />
	Quello &egrave; il dinosauro<br />
	Non devi farlo alzare<br />
	</em>&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Litfiba &#8211; 1998</p>
<p>
	Esci dalla stazione di Retiro o dalla metropolitana e ti trovi in una zona che potrebbe tranquillamente essere la Bolivia. I venditori ambulanti, i visi delle persone, i bambini seduti per terra, tutto ti porta a La Paz o a Lima. Solo i grattacieli di Puerto Madero ti riportano con i piedi per terra. Qui il cielo &egrave; sempre grigio, forse si lascia contaminare dagli umori delle persone. Giro l&#39;angolo e gi&aacute; siamo tutti di noi, camminiamo tutti nella stessa direzione, quasi incolonnati verso l&#39;ufficio di Migraciones. Siamo Boliviani, Peruviani, Coreani, Ucraini e c&#39;&egrave; anche qualche pallido europeo. Attraversiamo un incrocio senza semaforo e senza strisce pedonali, minacciati da giganteschi camion diretti al vicino porto. Questo incrocio &egrave; come una porta infernale, passo tra i musi di quei bestioni bloccati dal traffico, accompagnato da mamme andine con il tipico neonato in fasce tra le braccia e come ogni volta lascio ogni speranza.</p>
<p>L&#39;esperianza dell&#39;italiano che si trasferisce in argentina ovviamente &egrave; unica, ognuna originale ed irripetibile. Ciononostante c&#39;&egrave; un elemento, un rito di iniziazione improrogabile che ci accomuna: la lotta con Migraciones. Una lotta corpo a corpo, estenuante, senza limiti di tempo, senza regole e con un sacco di colpi bassi. L&#39;unica forza che ci tiene in piedi, che ci spinge a svegliarci per l&#39;ennesima volta alle cinque per arrivare l&igrave; in tempo per una coda decente, l&#39;unica forza &egrave; il fatto di sapere gi&agrave; il risultato finale: ce la faremo. Tutti i nostri amici ce l&#39;hanno fatta. Nessuno &egrave; mai andato via dall&#39;Argentina perch&egrave; non &egrave; riuscito a risolvere i problemi con il visto di soggiorno, cosa che invece succede a molti stranieri in Brasile, costretti ad arrendersi. No, qui il risultato lo sai gi&agrave; in partenza, vincerai. Le uniche variabili sono il tempo che impiegherai per abbattere il dinosauro, i giorni persi in coda, le delusioni al pensare &quot;questo &egrave; il giorno finale, ce l&#39;ho fatta&quot; per poi tornare a casa sconsolato perch&egrave; ti mancava una fotocopia, una foto, una apostille, una traduzione. L&#39;unica strategia possibile &egrave; la resistenza ottusa, il cervello vuoto e di marmo di un ariete medievale, che colpisce, colpisce, colpisce senza mai fermarsi a sperare che il portone stia per cadere. Un amico italiano un paio di mesi fa ha firmato il contratto con un&#39;azienda argentina, il capo e i colleghi lo aspettano, paga l&#39;affitto e le spese della vita argentina come tutti, ma ha ancora il dinosauro che gli morde la giacca e non lo molla, non lo lascia avanzare, non ha ancora il visto in regola, non pu&ograve; iniziare a lavorare. Tra queste mura anni fa mi successe di essere spedito a La Plata perch&egrave; &quot;se studi a La Plata i documenti per il visto li devi fare a La Plata&quot;. Vado a Retiro, prendo l&#39;autobus, arrivo a La Plata, il tempo di sentirmi dire &quot;No, se vivi a Buenos Aires i documenti li devi fare a Buenos Aires&quot;. Torno in giornata a Buenos Aires e l&igrave; mi dicono &quot;Scusa, ci siamo sbagliati, non dovevi andare a La Plata, ma oggi non abbiamo pi&ugrave; numeri, non abbiamo pi&ugrave; turni disponibili&quot;. Capite bene che &egrave; facile scoraggiarsi. Il tempo passa, la fiducia vacilla e <a href="http://www.largentina.org/2010/06/19/colonia-profumo-di-casa/">i viaggi a Colonia del Sacramento</a>&nbsp;scandiscono il ritmo della tua vita. &quot;Quando si &egrave; sposato tuo fratello Juan? prima o dopo il nostro sesto viaggio a Colonia?&quot;. Esagero, ma chi mi legge da questo Paese sa bene che &egrave; una lotta senza quartiere. Una lotta difficile anche e soprattutto perch&egrave; inattesa. Un po&#39; perch&egrave; ormai noi italiani &nbsp;siamo abituati a muoverci e a lavorare nell&#39;Europa unita, dove i documenti&nbsp;<u>per noi</u> sono una pura formalit&agrave;. E un po&#39;, diciamolo, perch&egrave; molti italiani arrivano qui pensando che il terzo mondo li debba accogliere con le braccia aperte. Ma come, io faccio il sacrificio di venire a vivere qui con gli Zulu e questi mi fanno anche dei problemi con il visto?<br />
	No, in realt&agrave; l&#39;Argentina ha nei confronti dell&#39;immigrazione lo stesso atteggiamento politico di sempre: porte aperte. Lo dimostrano questi trenta box, con trenta macchine fotografiche, trenta strumenti per prenderti le impronte digitali e per farti fare una firma elettronica. Ti stanno aspettando, non &egrave; un problema politico, &egrave; solo burocrazia, <em>querido</em>. Prendetela come una versione moderna del controllo antipidocchi che facevano ai tanos che sbarcavano nel porto della citt&agrave; un secolo fa. Adda pass&agrave; &#39;a nuttata, fatevi forza. E non dimenticate l&#39;ariete, bum, bum, andate avanti.&nbsp;<br />
	Vi lascio, chiamano il 255, tocca a me.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4753573545/"><img alt="" height="360" src="http://farm5.static.flickr.com/4118/4753573545_53826be6f6.jpg" width="500" /></a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4753572953/in/photostream/"><img alt="" height="360" src="http://farm5.static.flickr.com/4101/4753572953_f2397aaf61.jpg" width="500" /></a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4754214764/in/photostream/"><img alt="" height="360" src="http://farm5.static.flickr.com/4095/4754214764_19b4c895ee.jpg" width="500" /></a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/tanoka/4754215252/in/photostream/"><img alt="" height="360" src="http://farm5.static.flickr.com/4099/4754215252_a9bb1a0609.jpg" width="500" /></a></p>
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		<title>italo argentino??</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/06/30/italo-argentino/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 16:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paese che vai...]]></category>
		<category><![CDATA[Trasferirsi in Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#34;Haa sei italiana, il mio cognome &#232; &#8230;, italiano, vedi!!!! Sai i miei nonni, bisnonni, trisnonni erano italiani del sud, o erano del nord, bh&#232; comunque erano italiani, mia nonna faceva una pasta favolosa quand&#39;ero piccola&#8230;&#34; Robert Darnton parla di italianit&#224; ma che cos&#39;&#232;? Pizza spaghetti e mandolino? Un giorno un professore argentino mi raccont&#242; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/passaporto-italiano1.jpg"><img alt="" class="alignleft size-full wp-image-6607" height="200" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/passaporto-italiano1.jpg" width="200" /></a>&quot;Haa sei italiana, il mio cognome &egrave; &hellip;, italiano, vedi!!!! Sai i miei nonni, bisnonni, trisnonni erano italiani del sud, o erano del nord, bh&egrave; comunque erano italiani, mia nonna faceva una pasta favolosa quand&#39;ero piccola&#8230;&quot;</p>
<p class="MsoNormal">Robert Darnton parla di italianit&agrave; ma che cos&#39;&egrave;? Pizza spaghetti e mandolino?</p>
<p class="MsoNormal">Un giorno un professore argentino mi raccont&ograve; che i suoi nonni erano italiani, della val Camonica, a trent&rsquo;anni era andato a conoscere le proprie radici e aveva capito molto sugli atteggiamenti della sua famiglia, l&#39;arte montagnola di arrangiarsi da soli, la gran voglia di lavorare anche se non ce n&rsquo;era il bisogno, i paesaggi e la natura che erano una parte interna di suo padre e di suo nonno e dopo questa esperienza, anche sua&hellip; il suo racconto del viaggio, anche se sono passati altri trent&rsquo;anni, era pieno di dettagli, ho avuto l&rsquo;impressione di aver il privilegio di ascoltare il segreto della sua famiglia, di essere testimone della ricerca della sua identit&agrave;.</p>
<p class="MsoNormal">Gli italiani che sono arrivati in Argentina erano Eugenio Ballada, capo reparto di un&rsquo;industria tessile di un piccolo paese della provincia di Buenos; Agostino Rocca, grande impresario, Eduardo Maroni, ex ministro di Sal&ograve; che ha vissuto a Cordoba,<span>&nbsp; </span>e la lista sarebbe lunghissima dato che il 44% dell&rsquo;immigrazione argentina &egrave; composto da italiani, ognuno ha la propria storia, ha le proprie avventure, ma tutti hanno dato un po&rsquo; di italianit&agrave; all&rsquo;Argentina.</p>
<p class="MsoNormal">Ma che cosa pu&ograve; avere in comune un immigrato italiano in Argentina, che prima di partire ha vissuto a lungo nella societ&agrave; del proprio paese, con i figli nati in Argentina o con i suoi nipoti e pronipoti che oggi hanno il passaporto italiano? La risposta l&rsquo;ho trovata nella storia di un&rsquo;altra ragazza mi ha raccontato che quando &egrave; andata nel paese del nonno ha saputo riconoscere la casa, &ldquo;ne avevo sentito parlare cos&igrave; tante volte, che non potevo sbagliarmi, finalmente ero arrivata al punto di partenza.&rdquo; Il punto di partenza, l&#39;Italia era il punto di partenza dove nascevano i sogni, che hanno<span>&nbsp; </span>spinto milioni di persone a partire cercando nuove possibilit&agrave;, l&#39;Italia era l&#39;origine di tante sofferenze, l&#39;Italia era la casa che si extra&ntilde;aba, l&#39;Italia era la partenza di tanta speranza nel futuro.</p>
<p class="MsoNormal">Cos&rsquo;&egrave; per me essere italiana in Argentina? Un onore, poter ascoltare storie bellissime e poter offrire un panorama artistico e culturale dell&rsquo;Italia a chi vuole conoscere le proprie origini e non pu&ograve; ancora viaggiare a scoprirle.</p>
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		<title>Trovare lavoro in Argentina&#8230;atto secondo(documenti)!</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/06/21/trovare-lavoro-in-argentina-atto-secondodocumenti/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 19:31:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Trasferirsi in Argentina]]></category>
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		<description><![CDATA[Torniamo a parlare di burocrazia&#8230;&#232; una parola che spaventa molti ma occorre conviverci, come con una suocera bisbetica. In alcuni post precedenti si &#232; discusso del tema delle residenza.&#160; Tuttavia, mi sembra importante fare chiarezza su un altro importante elemento burocratico, la documentazione del lavoratore. Per lavorare come lavoratore dipendente lo stato argentino richiede che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" alt="" height="300" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/burocrazia.jpg" width="200" /></p>
<p style="text-align: justify">Torniamo a parlare di burocrazia&#8230;&egrave; una parola che spaventa molti ma occorre conviverci, come con una suocera bisbetica. In alcuni <a href="http://www.largentina.org/2008/09/18/labc-per-il-tano-in-argentina/">post</a> precedenti si &egrave; discusso del tema delle residenza.&nbsp; Tuttavia, mi sembra importante fare chiarezza su un altro importante elemento burocratico, la documentazione del lavoratore.</p>
<p style="text-align: justify">Per lavorare come <em><strong>lavoratore dipendente </strong></em>lo stato argentino richiede che la persona possieda il <strong>CUIL</strong><em>(<a href="http://www.anses.gob.ar/trabajadores/cuil/default.php">C&oacute;digo &Uacute;nico de Identificaci&oacute;n Laboral</a>)</em>. Il Cuil &egrave; un numero identificativo personale che potremmo definire come una cosa a met&agrave; tra il Codice Fiscale e il libretto di lavoro! Il CUIL viene fornito a tutti i cittadini (stranieri e non) secondo differenti modalit&agrave;. Per ottenere il Cuil, gli stranieri con residenza non permanente nel paese <span style="font-style: italic">(</span><em>la <a href="http://www.migraciones.gov.ar/pagina5/espanol/radicacion/prorrogas_nomerco_t.htm">permanente</a></em> &egrave; ottenibile solo dopo 4 anni di residenza legale e documentata) devono presentare i seguenti documenti:</p>
<p>	&nbsp; &nbsp; &nbsp; * Certificato della Direcci&oacute;n Nacional de Poblaci&oacute;n y Migraciones(anche detta <a href="http://www.migraciones.gov.ar/pagina5/espanol/radicacion/rad_extramercosur_1.htm"><em>residencia temporaria</em></a>),<br />
	&nbsp; &nbsp;&nbsp; * Passaporto (non basta il timbro di visto turistico ma deve necessariamente essere accompagnato dal certificato sopracitato), <br />
	&nbsp;&nbsp; *[<em>In alternativa</em> presentando il Permesso dI Ingresso al Paese inviato direttamente dal Consolato in virt&ugrave; di Convegni Internazionali(casi particolari d&#039;interesse nazionale)]</p>
<p>	Come si capisce il CUIL &egrave; ottenibile solamente se siete in possesso di un certificato di radicazione temporaria e/o permanente. Vi rimando per i requisiti necessari per ottenere questo certificato al sito di <a href="http://www.migraciones.gov.ar/">Migraciones</a>. Alcune imprese, consce della farraginosit&agrave; della burocrazia argentina, arrivano assumere personale in nero, ma questa &egrave; una soluzione che sconsiglio a coloro che intendono radicarsi dato che non avere copertura sociale in argentina non &egrave; la scelta ideale.<br />
	Le imprese che intendono assumere regolarmente <em>por suerte</em> sono la grande maggioranza ed in costante aumento,quindi vi consiglio di esaminare con attenzione la documentazione necessaria per radicarsi poich&eacute; da questa dipende la vostra assunzione. La documentazione valida per l&#039;ottenimento del CUIL viene presentata, di persona o tramite delega certificata, presso<a href="http://www.anses.gob.ar"><i> Administraci&oacute;n Nacional de la Seguridad Social (ANSES)</i></a> e/o le sue delegazioni <a href="http://www.anses.gob.ar/info_util/oficinas/default.php">(UDAI-Anses)</a>.</p>
<p>	Va detto che molte imprese italiane e/o internazionali che assumono personale direttamente dall&#039;Italia, organizzano tutta la documentazione necessaria per ottenere il certificato di residenza temporaria e successivamente il CUIL,facilitando notevolmente la vita dell&#039;emigrante. Naturalmente, questo non succede per coloro che trovano lavoro direttamente sul posto(almeno per profili base, ma si per quelli dirigenziali) dato che tutta la procedura comporta costi per l&#039;impresa (vidimazioni notarili,ottenimento certificazione etc.). </p>
<p>	Naturalmente,esiste l&#039;opzione di <em><strong>lavoratore non-dipendente</strong></em> che non viene assunto dall&#039;impresa ma lavora in condizione di collaborazione indipendente (tipico il caso degli insegnanti di lingua o consulenti) che sottostanno ad un regime fiscale impresariale semplificato(<a href="http://www.afip.gob.ar/genericos/guiaDeTramites/categoria_list_detail.aspx?id_padre=527">Monotributo</a>). In questo caso, lo stato richiede al lavoratore di essere in possesso del<strong> CUIT</strong> <em>(<a href="http://www.afip.gob.ar/genericos/guiaDeTramites/categoria_list_detail.aspx?id_padre=118">C&oacute;digo &Uacute;nico de Identificaci&oacute;n Tributaria</a>)</em> che &egrave; un p&ograve; come la nostra Partita Iva. Le pratiche per ottenere il CUIT vanno presentate a l&#039; <i><a href="http://www.afip.gov.ar/">Administraci&oacute;n Federal de Ingresos P&uacute;blicos (AFIP)</a>, </i>presso l&#039;ufficio corrispondente al domicilio fiscale del richiedente. Per tutte le informazioni relative al CUIT vi rimando al sito dell&#039;&#039;AFIP, che offre una <a href="http://www.afip.gov.ar/italia/">sezione in italiano</a> molto chiara e dettagliata.</p>
<p>	Come si vede i&nbsp; <a href="http://argentinaresidency.com/faqs/about-argentina-information.htm">documenti</a> sono molti e spesso &egrave; meglio rivolgersi a dei <i>gestores</i>, ovvero gestori delle pratiche burocratiche che vi possono aiutare a districarvi in questo complicato labirinto.Ma <strong>NON DISPERATE</strong> perch&eacute; a tutto c&#039;&egrave; una soluzione e per quanto complicato possa sembrare c&#039;&egrave; sempre una maniera per sbrogliare la matassa&#8230;pi&ugrave; che burocrazia bizantina, burocrazia argentina!!!</p>
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		<title>Colonia, profumo di casa</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 21:57:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Katia</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Non solo Capital]]></category>
		<category><![CDATA[Trasferirsi in Argentina]]></category>
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		<description><![CDATA[Se non hai il famoso DNI, residenze e documenti vari, se vivi sotto le mentite spoglie di un&#8217;eterna turista, prima o poi, il viaggio a Colonia ti tocca! L&#8217;alternativa &#232; l&#8217;ufficio di Migraciones, altri 3 mesi a 300 pesos, ma questo si pu&#242; fare solo alla prima ronda. Allo scadere dei 90 giorni, decido per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non hai il famoso DNI, residenze e documenti vari, se vivi sotto le mentite spoglie di un&rsquo;eterna turista, prima o poi, il viaggio a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Colonia_del_Sacramento">Colonia</a> ti tocca! L&rsquo;alternativa &egrave; l&rsquo;ufficio di <a href="http://www.migraciones.gov.ar/">Migraciones</a>, altri 3 mesi a 300 pesos, ma questo si pu&ograve; fare solo alla prima ronda. Allo scadere dei 90 giorni, decido per il viaggio fuori confine, traghetto e gita mi costano sicuramente meno e, poi, a Colonia non ci sono mai andata. Se solo fossi stata pi&ugrave; decisa su data e orari di partenza, avrei risparmiato pi&ugrave; della met&agrave;: la guerra delle offerte che si lanciano settimanalmente le agenzie che gestiscono i traghetti permettono di raggiungere l&rsquo;Uruguay con una cifra minima. Il venerd&igrave;, al momento del giro di perlustrazione su internet, &egrave; gi&agrave; tutto completo. Decido, allora, di <a href="http://www.viajaracolonia.com.ar/Como_llegar.htm">visitare direttamente le agenzie</a>, tutte, per fortuna, concentrare comodamente nella stessa cuadras sull&rsquo;Avenida Cordoba appena dopo la 9 de Julio. Strappo uno degli ultimi posti a 189 pesos, andata e ritorno in giornata. Chiunque viva qui da pi&ugrave; di 6 mesi conosce bene questo escamotage del viaggetto a Colonia. Ma quanti &ldquo;turisti&rdquo; hanno scelto di andare a Colonia una fredda domenica, nel mese del mondiale? Tanti, tantissimi. Li ritrovo tutti in fila nella hall della Buquebus a Puerto Madero, la mattina della partenza.&nbsp; Un&rsquo;ora prima dell&rsquo;imbarco, qui, si raccolgono e si smistano tutti i clienti delle diverse agenzie: il check-in, il passaggio alla dogana e poi &ldquo;il barco&rdquo;. Il mio, piccolo e spartano, quasi affonda al lato del bestione della Buquebus che sta stipando da mezz&rsquo;ora code di persone; in un&rsquo;ora e in versione smart, mi porter&agrave; ugualmente a destinazione e poco importa se ha o meno la prima classe. A bordo trovo hostess, facturas, riviste e Duty-free. Arrivo a Colonia de Sacramento alle 11, in piena mattina, aria fresca sul viso e strade deserte. Silenzio. Calma assoluta. Pace. Ma dove sono? La prima assurda sensazione che percepisco &egrave; quella di sentirmi a casa. Non c&rsquo;&egrave; nessuno intorno, tutti dissolti, risucchiati da taxi e autobus per Montevideo, e io continuo stranamente a rilassarmi. Spalle morbide, passo tranquillo, allento la presa sulla borsa e percorro la via verso il centro. Stradine, case basse, fiori alle finestre, vecchiette alla porta, una dimensione e una confidenza che riconosco passo dopo passo. Colonia, cosi raccolta e immobile, mi riporta immediatamente indietro nel tempo, nei miei ricordi, nel mio piccolo paese d&rsquo;origine dove, per&ograve;, non c&rsquo;&egrave; un Rio, non c&rsquo;&egrave; un faro e neppure le case colorate di rosso. Le auto d&rsquo;epoche appoggiate ai colori delle case, il mate ovunque, il chivito e i gol di una Germania accompagnati da piccole bandierine che alcuni turisti sventolano in un bar, riempiono le mie ore. Il grigiore del cielo, le strade acciottolate, la piazzetta nascosta dietro il campanile e gi&ugrave;, altro scivolone ripido nella pi&ugrave; semplice delle nostalgie, quella di casa. Ancora qualche ora e poi mi risveglier&ograve; tra le luci gialli e azzurre di Puerto Madero. Una corsa verso il colectivo, un soffio e si aprono le porte e le braccia di Buenos Aires. Bentornata.</p>
<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 009.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="145" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 009.jpg" vspace="3" width="100" /></a> &nbsp;&nbsp; <a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 018.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="178" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 018.jpg" vspace="3" width="100" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 025.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="93" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 025.jpg" style="height: 93px; width: 131px; " vspace="3" width="131" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 034.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="84" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 034.jpg" vspace="3" width="150" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; <a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 041.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="95" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 041.jpg" vspace="3" width="150" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp; <a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 039.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="92" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 039.jpg" vspace="3" width="150" /></a>&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 047.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="178" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 047.jpg" vspace="3" width="100" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 044.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="2" height="97" hspace="2" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 044.jpg" style="height: 97px; width: 129px; " vspace="2" width="129" /></a></p>
<p>&nbsp;&nbsp; &nbsp; <a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 026.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="99" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 026.jpg" style="height: 99px; width: 106px; " vspace="3" width="106" /></a> &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp; <a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 028.jpg"><img align="absBottom" alt="" border="3" height="178" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/Colonia 028.jpg" vspace="3" width="100" /></a></p>
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		<title>Il potere del linguaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 01:54:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paese che vai...]]></category>
		<category><![CDATA[Trasferirsi in Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi &#232; mai capitato di fermarvi a pensare sulla potenza del suono, della parola e dei gesti? Se siete in un paese che non utilizza la vostra lingua sicuramente avrete fatto pi&#249; attenzione alla comunicazione usata. Vi presento il linguaggio argentino visto da un&#8217;osservatrice italiana a cui piace curiosare. Vi sono dei termini che grammaticalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/Mafalda-Quino-Hola.jpg"><img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-6257" height="248" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/Mafalda-Quino-Hola-300x248.jpg" width="300" /></a>Vi &egrave; mai capitato di fermarvi a pensare sulla potenza del suono, della parola e dei gesti? Se siete in un paese che non utilizza la vostra lingua sicuramente avrete fatto pi&ugrave; attenzione alla comunicazione usata. Vi presento il linguaggio argentino visto da un&rsquo;osservatrice italiana a cui piace curiosare.</p>
<p><span>Vi sono dei termini che grammaticalmente hanno un diverso significato come se uno traduce &ldquo;seguramente&rdquo; deve sapere che in spagnolo non ha la stessa accezione del termine &ldquo;sicuramente&rdquo; italiano; esso significa &ldquo;A/C, forse&rdquo;. In Argentina difficilmente ti diranno di no, si usa il &ldquo;vamos a ver&rdquo; che ti lascia in un limbo a cui &egrave; meglio non dare troppa speranza.</span></p>
<p><span>Poi vi sono dei modi di comportamento che sono dissimili: la stessa forma del Lei non ha la stesso significato formale-rispettosa che avrebbe in Italia. Utilizzarla pu&ograve; significare mettersi a un livello inferiore del proprio interlocutore, il che a volte &egrave; giusto e altre no. O guardare fisso negli occhi in Italia sarebbe un sintomo di attenzione &#8211; concentrazione mentre in Argentina se sei donna dai un&rsquo;idea di un interesse che v&agrave; oltre il colloquio.</span></p>
<p><span>In una discussione il &ldquo;ya esta&rdquo; indica non avere pi&ugrave; opportunit&agrave; di ribattere, la conversazione &egrave; finita. E se invece ascoltate &ldquo;que<span>&nbsp; </span>hijo de puta&rdquo; riferito a un amico che ha ottenuto una promozione o comprato una macchina non stupitevi viene detto con simpatia.</span></p>
<p><span>Sapete che gli italiano giunti a Buenos Aires con altri migranti avevano formato un linguaggio dei sobborghi che si chiama lunfardo? un linguaggio<span>&nbsp; </span>che ha influenzato il tango ma questo lo lascio a Katia o a Gabriella. E sembra che la parola pibe nasce dal genovese pive&hellip; ma su questo chiedo &nbsp;aiuto ai &nbsp;genovesi&#8230;</span></p>
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		<title>Pizza</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 19:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delfo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Buenos Aires]]></category>
		<category><![CDATA[Gastronomia]]></category>
		<category><![CDATA[Paese che vai...]]></category>
		<category><![CDATA[Trasferirsi in Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[angelin]]></category>
		<category><![CDATA[gommazzo]]></category>
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		<category><![CDATA[pizza]]></category>
		<category><![CDATA[pizzeria]]></category>
		<category><![CDATA[siamo nel forno]]></category>

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		<description><![CDATA[La pizza argentina, e quella italiana, e finalmente quella napoletana a buenos aires]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" alt="" border="3" height="277" hspace="3" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/Inbox1.jpg" vspace="3" width="200" />Seconda una vecchia leggenda <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patafisica">patafisica</a> la pizza argentina &egrave; frutto dell&#39;invenzione di tale Espedito Gommazzo, astrofisico, che riusc&igrave; a traghettare una vera pizza napoletana dalla corte di Napoli a Buenos Aires nell&#39;anno parantasei circa attraversando un mare di mozzarella.</p>
<p>Durante il viaggio, complice l&#39;accelerazione centripeta della terra in rotazione, cos&igrave; come il fatto di finire a testa sotto una volta passato l&#39;equatore, la pizza prese le sembianze dell&#39;odierna pizza argentina:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>pasta bien lievitata</li>
<li>tracce di sugo</li>
<li>muzzarella spessa un dito</li>
</ul>
<p>Ora, al di l&agrave; delle leggende, chiunque abbia provato la pizza argentina, non pu&ograve; rimanere indifferente al tema, e per forza di cose si schiera per l&#39;amore o l&#39;odio.</p>
<p>Italiani che adorino la pizza argentina ancora non ne ho incontrati, ma se ce n&#39;&egrave; qualcuno in ascolto, si faccia avanti, non gli far&ograve; del male, vorrei solo comprendere le sue ragioni.</p>
<p>Nonostante la differenza profonda tra la pizza argentina e le altre (in particolare la partenopea) dopo circa un anno sono riuscito a trovarne una che mi piace. Sar&agrave; che &egrave; cotta nel forno a legna, sar&agrave; che dicono di essere i creatori della pizza canchera (pomodoro aglio e origano), ma a me la pizza di <a href="http://www.guiaoleo.com.ar/detail.php?ID=669">Angelin </a>mi piace. Riesco a mangiarla. Cos&igrave; come pure quella di <a href="http://www.guiaoleo.com.ar/detail.php?ID=499">Guerrin</a>, di cui preferisco comunque le empanadas.</p>
<p>Quel che &egrave; certo &egrave; che nell&#39;immaginario portegno una pizzeria vale l&#39;altra, non &egrave; che ci si sposti una quadra in pi&ugrave; per andare da questa o quella pizzeria.</p>
<p>In ogni caso quando ho mangiato una vera pizza napoletana a buenos aires per la prima volta (quella della foto) mi sono emozionato. <a href="http://www.guiaoleo.com.ar/detail.php?ID=7500">Siamo nel forno</a> fa una pizza degna di napoli, con tanto di forno a legna e mozzarella che sa di mozzarella, alcuni dettagli sono perfettibili ma &egrave; solo questione di tempo. Tocca solo capire se riuscir&agrave; a convincere i discendenti di Gommazzo, tanto affezionati alla magggica consistenza della pizza argentina e a sopravvivere almeno fino alla mia partenza.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Trovare lavoro in Argentina, qualche dritta!</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/04/12/trovare-lavoro-in-argentina/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 20:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nikola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[busqueda laboral]]></category>
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		<category><![CDATA[ricarca di lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[trabajo]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle ultime settimane, la bacheca del blog &#232; stata letteralmente invasa da richieste di chiarimenti sulla situazione lavorativa in Argentina&#8230;potevamo lasciarvi soli??Ovviamente no!!Pertanto, eccovi un breve compendio con suggerimenti e strumenti utili a coloro che hanno deciso di mettersi alla ricerca di un lavoro in Argentina. Una piccola premessa, lungi da me pensare che i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" alt="" hspace="4" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/empleo.jpg" style="width: 300px" width="300" /></p>
<p>Nelle ultime settimane, la bacheca del blog &egrave; stata letteralmente invasa da richieste di chiarimenti sulla situazione lavorativa in Argentina&#8230;potevamo lasciarvi soli??Ovviamente no!!Pertanto, eccovi un breve compendio con suggerimenti e strumenti utili a coloro che hanno deciso di mettersi alla ricerca di un lavoro in Argentina. Una piccola premessa, lungi da me pensare che i consigli che seguono valgano per tutti ed in qualsiasi situazione. Il mio post ha il modesto scopo di raccogliere una serie di &quot;dritte&quot; utili nella <em>busqueda laboral</em>; naturalmente siamo aperti a tutti i vostri suggerimenti ed esperienze personali!</p>
<p>	La maggior parte dei nostri <em>aficionados</em> che, per i motivi pi&ugrave; disparati, si trova nella condizione di voler lasciare l&#39;Italia per venire quaggi&ugrave; nutre legittimi dubbi sulle reali opportunit&agrave; lavorative del mercato argentino. L&#39;Argentina &egrave; indubbiamente uno dei paesi pi&ugrave; attraenti per gli italiani che si vogliono spingere verso il Sudamerica(data la vicinanza culturale anche in ambito lavorativo), ma va detto che non &egrave; solamente una terra promessa che offre esclusivamente ricchezze in cui affondare le mani. Infatti, il paese registra un <a href="http://ntrzacatecas.com/noticias/negocios/2010/02/08/llega-desempleo-en-argentina-a-8-4-por-ciento/">tasso di disoccupazione</a> intorno al 8% e le difficolt&agrave; all&#39;integrazione nel mercato del lavoro argentino sicuramente esistono, soprattutto per i soggetti con un basso profilo formativo, dato che chi si trova in questa situazione &egrave; costretto a competere con un&#39;ampia fetta delle forza lavoro locale.</p>
<p>	La buona notizia &egrave; che esiste un variegato sistema di ricerca lavorale che si estende su vari mercati(Europeo, Latino-Americano e Nord-Americano). Mi spiego meglio: negli ultimi anni sono moltissime le aziende multinazionali che hanno deciso di investire capitali e risorse da queste parti, pertanto la loro ricerca si &egrave; estesa anche a persone che vorrebbero trovare lavoro direttamente dall&#39;Italia, prima di fare il grande passo. In questo senso, seppur il consiglio di dare un&#39;occhiata ai siti delle maggiori aziende italiane che operano in Argentina (<a href="http://www.ansaldo-sts.com/AnsaldoSTS/IT/WorldWideNavigator/SouthAmerica/AR/index.sdo">Ansaldo</a>, <a href="http://www.tenaris.com/Argentina/es/rec_hum/default.aspx">Tenaris-Dalmine</a>, <a href="http://www.pirelli.com.ar/web/company/careers/joining-pirelli/default.page">Pirelli</a>, <a href="http://www.eni.com/it_IT/eni-nel-mondo/argentina/dove-siamo/dove-siamo.shtml">Eni</a>, <a href="http://www.fiatauto.com.ar/rrhh/jsps/login.jsp">Fiat</a>, Benetton Group etc.) &egrave; sempre valido, vale la pena differenziare la ricerca mirando a imprese europee e americane che sono sempre alla ricerca di figure professionali aperte ad esperienze transnazionali. Per esperienza personale, l&#39;attitudine a trasferirsi dalla vecchia europa al &quot;nuovo mondo&quot; &egrave; sempre ben vista, almeno quando la scelta non &egrave; solamente dettata alla mancanza di opportunit&agrave; nella propria terra d&#39;origine ma &egrave; orientata verso <a href="http://www.youtube.com/watch?v=WpoR2BNf-dQ">un progetto di crescita personale</a> pi&ugrave; strutturato. </p>
<p>	Per quanto concerne gli strumenti per trovare lavoro direttamente in loco, sono i classici:annunci su quotidiani,siti web di reclutamento, agenzie di lavoro. I maggiori siti web per la ricerca del lavoro sono: <a href="http://www.zonajobs.com.ar/">Zonajob&#39;s</a>(il sito di annunci de <em>La Nacion</em>),<a href="http://www.bumeran.com.ar/">Bumeran</a>(riporta ottime statistiche sul posizionamento del vostro CV rispetto alla postulazione effettuata), <a href="http://www.empleos.clarin.com/Postulantes">Empleos.Clarin</a> (annunci di Clarin con un&#39;ottima sezione news), <a href="http://www.computrabajo.com.ar/">Computrabajo</a>(presenta una infinita serie di contatti di aziende locali e multinazionali),<a href="http://www.trabajando.com.ar/">Trabajando</a> e <a href="http://www.busquedasrh.com.ar/">BusquedasRH</a>(rivolto alla ricerca tramite agenzie di consulenze lavorali). Inoltre, da queste parti &egrave; prassi comune inviare la propria auto-candidatura alle varie aziende, indipendentemente dal fatto che abbiano posizioni aperte. Non siate timidi e iniziate la vostra ricerca per trovare il nome della persona da contattare per auto-candidarvi, aumentando cos&igrave; le probabilit&agrave; di promuovervi sul mercato. In aggiunta a queste classiche fonti, la <a href="http://www.ccibaires.com.ar/ccibaires/it/it_marco.htm">Camera di Commercio Italiana di Buenos Aires</a>, pu&ograve; essere d&#39;aiuto permettendo di <a href="http://www.ccibaires.com.ar/ccibaires/es/laboral_carga.htm">registrare</a> il proprio Curriculum Vitae sul sito, segnalando la vostra candidatura ad imprese italiane.</p>
<p><a href="http://www.bumeran.com.ar/articulos_aplicantes/330/78120/networkinglaclaveparaencontrarempleo.html">Il fattore networking</a> &egrave; di fondamentale importanza in Argentina. Contattare persone che gi&agrave; lavorano presso aziende locali ed estendere le vostre conoscenze a livello professionale &egrave; spesso importante per superare le prime scremature. Quasi tutte le aziende chiedono referenze ma sono abbastanza flessibili nel capire che ai nuovi arrivati questo elemento pu&ograve; mancare&#8230;non scoraggiatevi, in brevissimo tempo si pu&ograve; creare una rete di contatti professionali che vi aiuter&agrave; moltissimo nel trovare quello che cercate. Anche in questo caso la camera di commercio vi aiuta riportando una dettagliata <a href="http://www.cacia.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=17&amp;Itemid=37">lista delle imprese italiane </a>che operano in Argentina e vari link utili.</p>
<p>	Come in tutte le altre nazioni estere, l&rsquo;ottima conoscenza della lingua locale vi fornir&agrave; vantaggi pratici spesso superiori ai vari titoli di studio.Pur essendo la conoscenza dello spagnolo un ovvio fattore di selezione, non &egrave; &quot;condicio sine qua non&quot; per trovare lavoro poich&eacute; spesso le imprese multinazionali con sede in Argentina valorizzano la conoscenza dell&#39;inglese rispetto allo spagnolo. Il fatto di conoscere l&#39;italiano &egrave; un plus importante, ma non va sottovalutato il fatto che l&#39;argentina &egrave;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_italiana"> il secondo paese </a>al mondo dove si parla l&#39;italiano pur non essendo lingua ufficiale; la concorrenza dei lavoratori locali &egrave; quindi notevole sotto questo aspetto. Cercate di non puntare esclusivamente sulla conoscenza dell&#39;italiano ma, piuttosto, valorizzatelo come elemento di spicco del vostro background personale in una ricerca pi&ugrave; completa ed estesa, magari con un <a href="http://www.trabajo.gov.ar/infoutil/buscastra_armarcv.asp">CV</a> studiato <em>ad hoc</em>.</p>
<p>	Concludendo, gli aspiranti emigranti devono prepararsi con profonda umilt&agrave; senza pensare di essere superiori ai locali solamente perch&eacute; vengono dalla grande Italia. Devono essere pronti ad iniziare da zero ed essere coscienti che entrano in un mondo nuovo da scoprire, in un mondo fatto di regole differenti, in cui conta molto il networking locale che, per ovvi motivi, ci manca&#8230;Ma se c&#39;&egrave; una cosa che non manca al <em>tano</em> &egrave; la voglia di farsi valere nel mondo del lavoro!!</p>
<p><span><strong>AGGIORNAMENTO:</strong> Vi segnalo che dal 19 al 25 Aprile si svilupper&agrave; la<span style="text-decoration: underline"> </span><em><strong><a href="http://www.expobumeran.com.ar">Expobumeran 2010</a><a href="http://www.expobumeran.com.ar"> </a></strong></em>. E&#39; una delle esposizioni online per la ricerca di personale piu&#39; importante d&#39;Argentina. E&#39; una specie di fiera del lavoro online che vi permetter&agrave; di contattarvi direttamente con moltissime aziende e con i rispettivi uffici di Risorse Umane&#8230;L&#39;iscrizione &egrave; gratuita e ne vale veramente la pena!!</p>
<p>	</span></p>
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		<title>24 Marzo Dìa de la memoria in foto</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/03/24/24-marzo-dia-de-la-memoria-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 03:01:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Delfo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Buenos Aires]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Trasferirsi in Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[24 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[desaparecidos]]></category>
		<category><![CDATA[dia de la memoria]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura desaparecidos nieto plaza de mayo madri]]></category>
		<category><![CDATA[justicia y castigo]]></category>
		<category><![CDATA[plaza de mayo]]></category>

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		<description><![CDATA[24 marzo 2010 34esimo dia de la memoria.Parte del popolo argentino continua a chiedere verità e giustizia per i 30000 desaparecidos dell'ultima tremenda dittatura militare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La piazza era divisa in due, al centro le madri a ballare il tango, di lato, a sinistra, una commistione di sigle che pi&ugrave; che ricordare sembravano portare in piazza tutto quanto il presente possa offrire, leggittimo ma forse fuori luogo.Da un lato i filo governativi, legati al potere K da promesse elettorali mai ancora mantenute, dall&#39;altro gli antagonisti, a chiedere per la 34esima volta giustizia verit&agrave; e castigo.</p>
<p>Mi sembra che in ogni parte del mondo il popolo perda sempre e soprattutto per colpa del popolo.</p>
<p>Mi sono emozionato al grido &quot;30000 desaparecidos&#8230; presentes!&quot;, e mi sono riconciliato con parte della popolazione di questo paese martoriato che troppo spesso mi sembra godere proprio l&#39;appoggio di chi ne &egrave; vittima.</p>
<p>Fatto sta che sono passati 34 anni.34 anni da quando una fetta importante della societ&agrave; civile argentina &egrave; stata spazzata via nel peggiore dei modi, vigliaccamente, reprimendo con la tortura, attaccando di notte, alle spalle. Quel buco io lo vedo, e a volte mi sembra che non lo vedano gli argentini. Sono molti pi&ugrave; i nostalgici, quelli che &quot;pero no hab&igrave;a el tema de la inseguridad&quot; , che quelli consapevoli della prova di forza vinta dal sistema contro chi voleva scardinare meccanismi infami.</p>
<p>Il peronismo io ancora non l&#39;ho capito, ma mi ricorda molto pi&ugrave; i borboni che non la democrazia, molto pi&ugrave; la religione che la politica, il populismo spicciolo che distribuisce briciole perch&egrave; nulla cambi.</p>
<p>Non c&#39;era polizia nel d&igrave;a della memoria, solo un elicottero sospeso in volo, e chiss&agrave; quanti infiltrati, magari gli stessi di tanti anni fa, a ridere sotto i baffi con un pancho y una coca, come il vecchio porco Astiz tanti anni fa.</p>
<p>34 anni di impunit&agrave; ed omert&agrave; foderano qualsiasi speranza con una sostanza oleosa e fetida chiamata vergogna.Possibile che meno dell&#39;1% di quanti hanno reso possibile la dittatura, prestando il cervello e le mani ad un progetto diabolico, sia stato processato? che i nomi di torturatori siano noti tanto quanto quelli dei torturati senza che questo cambi il loro stato civile da liberi a carcerati?</p>
<p>34 anni coprono di una polvere viscida le parole &#39;nunca mas&#39;, e pi&ugrave; passa il tempo pi&ugrave; aumenta la consapevolezza che tutto possa ripetersi.</p>
<p>PRESENTES!</p>
<p><img alt="" height="425" hspace="1" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/memoria1.jpg" vspace="1" width="600" /> <img alt="" height="425" hspace="1" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/memoria2.jpg" vspace="1" width="600" /> <img alt="" height="425" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/memoria.jpg" width="600" /></p>
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		<title>Paese che vai, cose che non trovi</title>
		<link>http://www.largentina.org/2010/03/18/paese-che-vai-cose-che-non-trovi/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 02:06:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tanoka</dc:creator>
				<category><![CDATA[Paese che vai...]]></category>
		<category><![CDATA[Trasferirsi in Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[caffè italiano]]></category>
		<category><![CDATA[caffettiera]]></category>
		<category><![CDATA[fornello]]></category>
		<category><![CDATA[moka]]></category>
		<category><![CDATA[utensili da cucina]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;&#160;&#160; Un consiglio per gli italiani che stanno per trasferirsi da queste parti. Ormai sapete che dovete portarvi la panna, il caff&#233; e soprattutto la grappa. E chiaramente se siete gente con esperienza non dimenticherete di mettere in valigia una caffettiera italiana. Forse per&#242; non immaginate che potr&#224; esservi utile una di queste crocette metalliche, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/pavaycafetera.JPG"><img alt="" height="134" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/pavaycafetera.JPG" width="200" /></a>&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/riduttore.JPG"><img alt="" height="133" src="http://www.largentina.org/wp-content/uploads/image/riduttore.JPG" width="200" /></a></p>
<p>Un consiglio per gli italiani che stanno per trasferirsi da queste parti. <a href="http://www.largentina.org/2009/10/31/il-mio-regno-per-un-pecorino/">Ormai sapete</a> che dovete portarvi la panna, il caff&eacute; e soprattutto la grappa. E chiaramente se siete gente con esperienza non dimenticherete di mettere in valigia una caffettiera italiana.<br />
	Forse per&ograve; non immaginate che potr&agrave; esservi utile una di queste crocette metalliche, il classico riduttore da fornello. Non solo in argentina non esiste, ma nei negozi in cui l&#39;ho cercato non capivano quale fosse l&#39;utilit&agrave; di tale aggeggio. Loro non hanno nessun utensile da cucina piccolo come la nostra moka da 2 o da 3 tazzine, non hanno bisogno del riduttore. Se non volete che la caffettiera caschi in terra almeno una volta a settimana date retta a Tanoka&#8230;&nbsp;</p>
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