
Tutte le settimane, il martedí, vado alla stazione degli autobus di Buenos Aires a prendere l’autobus che in un’ora mi porta a La Plata. La stazione si chiama Retiro, per i miei standard é enorme e da lí partono continuamente autobus di lunga distanza diretti alle principali localitá dell’Argentina e del Sudamerica. Le piattaforme da cui partono gli autobus sono chiaramente numerate e sono 75.
Il mio autobus parte dalle piattaforme numero 1 e 2, che rimane quindi in un estremo della stazione, isolato e poco frequentato dai viaggiatori. In quella zona le panchine per l’attesa sono sempre tutte occupate. Occupate da persone anziane e non, con grandi valigie, pacchi, borsoni. Tutti in paziente attesa. Poi arriva l’autobus e solo alcuni si alzano dalle panchine per partire. La maggioranza di quei signori e di quelle signore non si muove, rimane lí, vive lí. Sono i famosi viaggiatori senza biglietto che abitano le stazioni di tutte le metropoli del mondo.









Quando tu parli di viaggiatori senza biglietti, a che cosa ti rifieri? Sono persone senza uno spazio proprio per abitare? Perchè io credo che si è così, hai fatto un racconto molto benevole di una situazione che ogni giorno si vede di più. Può essere abituale vedere in tutte le stazioni importante del mondo, peró, veramente, qui si vedono anche nelle stazioni secondari, nelle piazze, in qualche bucco di un negozio chiuso, abbasso di un ponte, da abbastazna tempo. Io non ho visto gente in questa maniera da piccola, ma, negli ultimi 10 anni hanno cominciato a vedersi. Tu che sei stato in diversi luoghi, hai osservato la stessa cosa che in Argentina? Anche nel Primo Mondo?
Lina
Sí, Lina, mi riferisco alle persone che vivono a Retiro, o piú in generale in strada. Hai ragione, oggi a Buenos Aires (non so se sia cosí in provincia) é assolutamente “normale” vedere persone che dormono nei posti piú impensabili, como dici tu. E’ interessante pensare a quello che sottolinei: che quano tu eri piccola la situazione era completamente diversa. Era un’altra argentina, forte economicamente e socialmente, terra promessa per milioni di emigranti. Quanto é cambiato il paese in una sola generazione! e quanto deve essere sorprendente vedere queste situazioni per le persone come te.
Riaguardo alla tua domanda posso dirti che in tutte le cittá europee ci sono persone senza casa, che vivono in strada (dovendo oltretutto affrontare inverni rigidissimi) ma mi sento di dire che il paragone con buenos aires non regge: qui ci sono molti piú senzatetto. Non che si tratti di una gara…
Ricordo che due anni fa, a Barcellona, una signora che dormiva dentro ad un bancomat (cajero automatico) fu bruciata viva da un gruppo di adolescenti benestanti. Como vedi “il primo mondo” é primo solo in idiozia.