Londra-Baires, solo andata (?)

Pubblico un post scritto da Fabio, lettore partenopeo di Tanoka.net e lo ringrazio per aver accettato di mettersi in gioco. Sono tanti coloro che mi scrivono immaginandosi un futuro argentino e Fabio é il primo che accetta di raccontarsi un po’. Suerte!

Ciao a tutti, mi presento: Mi chiamo Fabio e vivo a Londra da 15 anni.

Sono un "artista commerciale" (dipingo quadri su commissione, per una compagnia che tratta alberghi, ristoranti, case private ecc. ecc.).

Ho una ragazza, Mai-ling, inglese di padre cinese, avvocato.

Insieme abbiamo una bimba di sette mesi, piu’ due bimbe di 7 e 5 anni nate da una sua precedente relazione.

Questo e’ il quadretto familiare, io beato (?!) tra le donne… 

Due anni fa, ancora da single, ebbi l’opportunita’ di trascorrere un paio di mesi a Buenos Aires, citta’ che mi aveva sempre incuriosito ma che avevo solo sfiorato in precedenti viaggi, e… ne rimasi fulminato!

La perfetta sintesi tra Sud America ed Europa! Per uno che vive a Londra da tanti anni, ma e’ napoletano (e quanto!), fu come trovare finalmente un posto che comprendesse il meglio di entrambe.

Grandi boulevard, librerie ad ogni angolo, teatri, cultura, eppoi umanita’, cordialita’, simpatia, SOLIDARIETA’ – che parola tanto dimenticata oggi…

Per non parlare del clima, il vino, la carne e… i prezzi!

Insomma, sentii che prima o poi quella sarebbe stata la mia citta’ d’adozione; per un nomade come me – ho vissuto abbastanza a lungo anche a Parigi e a Madrid – stavolta, l’approdo!

Il caso volle poi che incontrassi la mia donna, incredibilmente con la mia stessa propensione, ed ecco che l’idea del trasferimento, bambini, armi e bagagli, era nell’aria.

Non avremmo avuto comunque nessuna fretta, fino a che l’opportunita’ non si e’ presentata in maniera urgente, se non drammatica.

La crisi e la recessione hanno finalmente colpito anche Londra, e molto duramente: milioni di posti di lavoro persi, economia bloccata e apparentemente siamo solo all’inizio.

E’ chiaro che io, con le mie belle crostacce da arredamento, sono tra i primi sacrificabili e praticamente non sto lavorando piu’, proprio nel momento in cui ne avrei maggior bisogno; anzi, forse nell’ UNICO momento della mia vita in cui ne avrei avuto necessita’.

Anche nei cantieri, tradizionalmente qui ultimo avamposto di ricerca di lavoro, la presenza delle migliaia di ragazzi venuti recentemente – e giustamente – dai paesi dell’Est ha sbaragliato la concorrenza – ovviamente sono felici di essere pagati di meno – e reso quasi impossibile trovare qualcosa.

La mia ragazza e’ ancora in "maternita’" e non potra’, per contratto, riprendere il suo posto ancora per mesi.

In questo contesto, contando almeno su una certa somma derivante dall’affitto di un appartamento qui a Londra, trasferirsi in un ambito in cui i costi sono tanto piu’ bassi e la vita meno cara – Londra e’ pazzesca – diventa una necessita’.

Insomma una sorta di emigrazione al contrario.

So che non sara’ semplice organizzarsi e ripartire da zero, ma sento che questa e’ la citta’ giusta per noi, e sono felice che le nostre bambine possano crescere al sole, in un Paese che, pur tra tante oggettive difficolta’, e’ tanto piu’ attento alle esigenze della persona.

Saluto tutti i frequentatori di questo eccellente blog e ti ringrazio molto, Tanoka, per l’attenzione e l’ospitalita’.

Cheers…

Fabio da Londra (ancora per poco).
 

Tanoka

Al secolo Andrea Tognin, è autore del blog Tanoka.net, online dal 2007. Alessandrino di Cascinagrossa, trent’anni abbondanti vive a Buenos Aires con la moglie argentina e un piccolo italoargentino.

Comments

  1. alexilgrande says:

    Questo articolo mi ha colpito.

    Un mio amico argentino (di Vicente Lopez per l’esattezza) mi ha SEMPRE ribadito che in Argentina c’è un enorme “desarrollo cultural”. La gente mediamente legge e, quando io gli dico che lui sa tante cose e mi complimento, lui dice di essere nella media nel suo Paese. Lui è uno di quelli emigrati in Spagna, e non vede l’ora di tornare a Baires perchè dice che è 1000 volte meglio, in tutto. “Tenemos menos plata pero esta’ seguro que alla’ no vas a morir de hambre”.

    Quanto c’è di vero in queste affermazioni secondo te Tanoka? Potresti dedicare un articolo a parte? Io credo che il prossimo anno andrò a studiare in Svezia ma ho pensato più volte che se non mi trovo, dopo gli studi, io me ne andrei a Buenos Aires quasi quasi. Ci sono alcune cose degli argentini che non mi dispiacciono.

  2. delfo says:

    il napoletano si fa secco ma non muore

  3. tanoka says:

    Alex se ci permettiamo di generalizzare un po’ direi che anch’io sono d’accordo sulla grande e ediffusa cultura di base degli argentini. Poi qui tutti dicono che in passato era meglio e che l’avvento delle scuole private (accompagnato dal disastro di quelle pubbliche) sta cambiando le cose. Questo non so valutarlo…

  4. Silvana says:

    Io come argentina direi che abbiamo una cultura generale non se grande ma almeno più diffusa di certi italiani, sarà perché stiamo qui cadendo della mappa nella periferia del mondo e abbiamo sentito da sempre la necessità di sapere un po’ di più. Ma dolorosamente devo dire che il deterioro della scuola pubblica ha impoverito la nostra cultura. L’educazione pubblica, laica e gratuita compresa l’università era di altissimo livello e assicurava la movibiltà sociale. Mio padre, figlio di un operaio ferroviario si è laureato in ingegneria all’università pubblica nell’anno 1954. L’università continua ad avere un buon livello ma la scuola primaria e secondaria che erano eccellenti e che permettevano l’incontro delle diverse classi sociali oggi sono di un livello bassissimo e molti dei bambini (quelli della classe più povera) che frequentano queste scuole (soprattutto in Gran Buenos Aires) trovano con fortuna uno spazio di accoglienza sociale ma non uno spazio di crescita culturale. La scuola pubblica non gli dà oggi la possibilità di salire nella scala socioeconomica come era fino a 30 anni fa. Ma il mondo è cambiato e non so bene dove stiamo andando e che tipo di scuola può dar risposta a questa grande crisi che in Argentina è di lunga data.

  5. gianluca says:

    Scelta coraggiosa ed ammirevole, visto che avrebbe potuto scegliere comodamente Napoli…sicuramente ha piu possibilità di essere apprezzato come artista.

  6. delfo says:

    ahahaha, ‘comodamente’ napoli? scusa in che senso ‘comodamente’? ci sei stato a napoli ultimamente?:)

  7. gianluca says:

    nel senso che è la sua citta natale che puo avere l’ appoggio dei parenti/genitori puo avere più conoscenze nell’ ambito lavorativo. Sinceramente non ci sono mai stato.

  8. delfo says:

    bhe diciamo che è una città che da tanto e prende tanto
    diciamo che se te ne sei andato non sempre è solo per la voglia di scoprire nuovi luoghi, ma semplicemente perchè credi che cazzo possa esistere un posto in cui si possa vivere meglio

    conoscenze in ambito lavorativo può significare solo raccomandazioni, meglio se di un vescovo o un cardinale

    l’appoggio di parenti e genitori quello è impagabile, però magari uno prova a tenersi l’indipendenza economica raggiunta

    niente di personale, ma sono incazzato nero con napoli

  9. Marco says:

    Bene, bravo, bis. Benventuo nella meravigliosa ed unica: Baires

  10. roberta says:

    mi sembra una bellissima famiglia, ma proprio perchè tale non credete che prima di muovere tutto dovrebbe analizzare molto bene il costo della vita qui? che non è così economica e nemmeno semplice. lasciando Londra anche la sua compagnia lascerebbe il lavoro da avvocato che sicuramente lì rende diversamente che quì, non è così semplice, e ad una famiglia con tre bimbi io consiglierei di analizzare ogni singola voce del paniere quotidiano!
    in bocca al lupo
    r

  11. Luciano says:

    E' passato un anno. Caro Fabio raccontaci come è andata, cosa hai deciso e cosa hai fatto in questo anno?

     

  12. Davide says:

    Sono d'accordo con Luciano: raccontaci come e' andata!
    Qualunque sia il risultato puo' aiutare anche chi, come me, sta avendo difficolta' ad inserirsi socialmente a Londra!

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